
La diminuzione è del 33% fra gli ultrasessantenni a partire dal tredicesimo giorno
Risultati di una ricerca che inducono ad un primo ottimismo sono stati raggiunti in Israele dopo la somministrazione di massa della prima dose del vaccino Pfizer. Lo riferisce il quotidiano Yediot Ahronot che descrive una ricerca condotta dalla cassa mutua Clalit - la principale del Paese - su 200 mila persone di oltre 60 anni che hanno ricevuto la prima dose. Messi a confronto con altre 200 mila persone che non sono state vaccinate, in un periodo iniziale di 12 giorni i due gruppi hanno mostrato le stesse caratteristiche. Ma dal tredicesimo giorno in poi fra i vaccinati il numero di contagiati da coronavirus è calato del 33 per cento rispetto al gruppo opposto.
Dopo un iniziale rifiuto, l’agenzia Usa accetta di esaminare la richiesta, con iter differenziato per fasce d’età.
Crescono le somministrazioni in farmacia in diverse Regioni. Per Federfarma è la conferma di un modello territoriale sempre più centrale nella prevenzione.
Oms Europa segnala un calo dei casi di morbillo nel 2025, ma avverte: senza coperture al 95% il rischio di epidemie resta concreto.
Un adulto su due incerto. Il nodo non è la sicurezza, ma la fiducia nelle istituzioni e nei riferimenti sociali.
Al via su Eduiss due corsi Fad dell’Istituto superiore di sanità per prevenire e controllare le infezioni nelle Rsa, rivolti a operatori e dirigenti.
Corso Iss con David Quammen su clima e salute. Intanto nelle Americhe 7.150 casi di chikungunya a gennaio. Focus su prevenzione e controllo dei vettori.
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