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Galli, il sistema delle regioni a colori non ha funzionato

Sanità pubblica Redazione DottNet | 15/01/2021 12:41

A causa della concezione delle riaperture al raggiungimento di certi parametri prima che questi si consolidassero

"Il sistema a colori che è stato applicato, con le caratteristiche che ha avuto fino ad ora, non ha funzionato. Non ha funzionato soprattutto per la concezione, quasi automatica, delle riaperture al raggiungimento di certi parametri, prima che questi in realtà si consolidassero". Così a Buongiorno, su SkyTG24, Massimo Galli, direttore del dipartimento Malattie Infettive dell'ospedale Sacco.  "Il risultato - ha aggiunto - è che prima delle feste abbiamo avuto una situazione in cui quello che stava cominciando significativamente a scendere ha cessato di scendere e sta risalendo.

Nell'esecuzione dei tamponi ultimamente c'è stata un'oggettiva flessione - aggiunge Galli - dovremmo considerare la possibilità di andare ad applicare dei programmi 'alla cinese': fanno molti tamponi rapidi, ma li fanno a milioni di persone. In determinate aree facilita a circoscrivere certi fenomeni e facilita conseguentemente la possibilità che determinate realtà lavorative e di studio possano rimanere aperte. Altrimenti si chiude tutto e si cerca di avere le vaccinazioni".

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Secondo Galli inoltre bisognerebbe evitare di vaccinare chi ha già avuto la malattia. "È una decisione di comodo farlo, non c'è uno straccio di dato che dica che in quelli che hanno già fatto l'infezione sia sicuro e utile vaccinare - spiega - la probabilità di avere una seconda infezione, dai dati che ci sono, anche se abbastanza frammentari, è forse meno dell'1%. Non sono noccioline, in Italia almeno due milioni di persone hanno questo tipo di situazione e lo sanno, forse altrettanti la hanno e non lo sanno". Secondo l'esperto è possibile riaprire le scuole. "Il discorso trasporti, che è un discorso cardine, realisticamente non riusciremo a gestirlo in sicurezza. I progressi fatti sono piuttosto ridotti. Per riaprire le scuole non vedo che due vie: tentare una diagnostica estesa per l'identificazione rapida di eventuali problemi in ambito scolastico e rendere il più rapida possibile la vaccinazione perlomeno degli insegnanti e del personale, per poi ragionare anche sui ragazzi".

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