
La pandemia colpisce anche la psiche: crisi economica,paura del contagio, lutti, possono moltiplicare esponenzialmente i problemi psicologici, in un 'mix' denominato sindemia che potrebbe essere responsabile di circa un milione di casi di disagio mentale. Questo l'allarme lanciato in apertura del congresso virtuale della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia (Sinpf). L'eta'dei contagiati Covid manifesta disturbi psichiatrici con un'incidenza del 42% di ansia o insonnia, del 28% di disturbo post-traumatico da stress e del 20% di disturbo ossessivo-compulsivo; il 32% sviluppa sintomi depressivi, un'incidenza fino a 5 volte più alta rispetto alla popolazione generale.
"In chi è venuto a contatto col virus- spiega Claudio Mencacci,co-presidente Sinpf- l'incidenza di sintomi depressivi cresce da 6 a 32%; fino al 10% di chi ha perso un caro andrà incontro a un lutto complicato, anche per le regole anti-contagio che hanno impedito a molti di poter elaborare il dolore, rivedendo il congiunto". "Con il prolungarsi delle restrizioni- aggiunge Matteo Balestrieri, co-presidente Sinpf- anche chi non è stato contagiato è sull'orlo di una crisi di nervi. Sono subentrati esaurimento, stanchezza, talvolta rabbia. E preoccupa l'ondata di malessere indotta dalla crisi". Ad alto rischio le donne, più predisposte a depressione e toccate dalle ripercussioni del Covid. Ma anche giovani e anziani."Occorre -prosegue Mencacci- puntare a rafforzare i servizi ed essere più vicini possibile ai cittadini". Farmaci efficaci esistono, ma in caso vanno assunti sotto controllo medico."Il fai da te, che temiamo sia adottato da molti in un momento difficile come l'attuale-conclude Balestrieri- rischia di non risolvere i problemi ed esporre a rischi".




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