
L’immunogenicità è stata circa 10 volte superiore a quella di un gruppo selezionato di sieri di pazienti che si stavano riprendendo da Covid-19
Il candidato vaccino Covid-19 di origine vegetale di Medicago, testato in combinazione con l’adiuvante pandemico di GSK, ha fatto registrare dati positivi sulla sicurezza e sull’immunogenicità degli studi clinici di Fase 2 ad interim. Questi risultati fanno parte dello studio di Fase 2/3 in corso e ribadiscono il profilo promettente osservato durante i test di Fase 1. L’immunogenicità, misurata dal titolo dell’anticorpo neutralizzante, era alta: circa 10 volte superiore a quella di un gruppo selezionato di sieri di pazienti che si stavano riprendendo da Covid-19. Non sono stati segnalati eventi avversi gravi correlati e la reattogenicità è stata generalmente da lieve a moderata e di breve durata.
“Siamo molto entusiasti di vedere risultati così positivi dai dati di Fase 2.
Dalla revisione del calendario vaccinale alle linee guida alimentari, fino all’uscita dall’OMS. Le scelte statunitensi rischiano di produrre effetti anche sulla percezione europea di prevenzione, alimentazione e fiducia nelle istituzioni.
Bellantone (ISS) avverte: la copertura vaccinale anti-HPV tra gli anni 11-12 resta ancora lontana dal target del 95%.
Uno studio dell’Imperial College London mostra che il 65% dei dubbiosi sui vaccini Covid ha cambiato idea. Resta invece stabile l’opposizione anti-vaccino.
L’operazione rafforza la Fondazione sostenuta da quattro ministeri e consolida il ruolo di Siena nella ricerca pubblica su vaccini e risposta alle emergenze sanitarie.
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Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi
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