
Secondo lo studio spagnolo Combivacs, non ancora pubblicato, il programma vaccinale eterologo è sicuro ed efficace
L'ipotesi di un 'mix' di vaccini anti-Covid, utilizzando due immunizzanti diversi per la prima e la seconda dose, diventa più concreta e consentirebbe una maggiore flessibilità della campagna vaccinale proprio nella fase in cui si punta ad allargare le vaccinazioni all'intera popolazione. Apre a tale opzione il Commissario per l'Emergenza Francesco Paolo Figliuolo, ma il nodo non è ancora sciolto poichè, pur trattandosi di un'opzione "interessante" anche secondo l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), i dati scientifici sulle 'combinazioni vaccinali' sono ad oggi limitati e non definitivi ed i pochi studi effettuati non sono stati ancora pubblicati. "Ci sono studi avanzati sulla seconda dose eterologa, ovvero fare la prima dose con Astrazeneca e la seconda con Pfizer o Moderna, e sembra che diano un'ottima risposta", ha rilevato Figliuolo.
Secondo lo studio spagnolo Combivacs, non ancora pubblicato, infatti, il programma vaccinale eterologo - ovvero con due vaccini diversi - è sicuro ed efficace.
Tuttavia, rileva al contempo Lancet, "è rassicurante che tali sintomi siano stati di breve durata e che non ci fossero preoccupazioni dai limitati dati ematologici e biochimici disponibili", relativi a trombosi rare. Non sono invece disponibili i dati sull'immunogenicità e la riposta anticorpale, attesi entro giugno. Anche in Italia, all'Istituto Spallanzani di Roma, è partita lo scorso aprile una sperimentazione sulla seconda dose, dopo la prima con AstraZeneca, utilizzando altri vaccini tra cui lo Sputnik. La questione, dal punto di vista scientifico, è insomma ancora aperta come rileva la presidente della Commissione tecnico scientifica dell'Aifa Patrizia Popoli.
Il mix di vaccini, afferma, è "un'opzione interessante perchè supporterebbe la flessibilità della campagna vaccinale e consentirebbe di proseguire comunque con la vaccinazione completa in soggetti che avessero già ricevuto la prima dose di AstraZeneca ma nei quali potrebbe essere più opportuno utilizzare un altro vaccino. Se però, ad oggi, c'è l'ipotesi di un effetto incoraggiante, ancora non ci sono dati scientifici definitivi". I dati inglesi sulla maggiore insorgenza di effetti collaterali lievi con l'utilizzo del mix di vaccini, ad esempio, "potrebbero essere associati a una maggiore risposta immunitaria, ma questo - precisa Popoli - è tutto da dimostrare". In attesa di altri dati, anche il virologo Fabrizio Pregliasco valuta con interesse l'ipotesi del mix. In precedenza, fa notare, "il mix ha funzionato per vaccini di altro tipo, ad esempio contro l'epatite. Nel caso di Covid-19, due vaccini diversi stimolerebbero siti differenti della proteina Spike del virus e ciò dovrebbe determinare maggiore protezione".
Intanto, alcuni Paesi hanno già deciso di adottare la soluzione del mix vaccinale: dopo la Finlandia, oggi anche il Canada ha stabilito che chi ha ricevuto AstraZeneca, per la seconda dose può utilizzare Pfizer o Moderna. Allo stesso modo, le immunizzazioni con Pfizer e Moderna (vaccini a mRna) possono venire alternate tra prima e seconda dose. Le autorità canadesi fanno tuttavia presente che sarebbe 'ottimale' usare lo stesso vaccino per entrambe le dosi.
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