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Infezioni ospedaliere, il 20 per cento dei neonati prematuri è a rischio

Dalla Società Italiana di Neonatologia (SIN) la nuova Linea Guida, per uniformare procedure e precauzioni di prevenzione
Infettivologia

La mortalità e la morbosità associate all’insufficienza respiratoria del neonato pretermine hanno subito negli ultimi venti anni una considerevole riduzione, con la diffusione della profilassi materna steroidea e l’impiego del surfattante esogeno. Altre patologie, tuttavia, che provocano una degenza prolungata in Terapia Intensiva Neonatale e aumentano il rischio di morte, sono rimaste invariate. Tra queste l’enterocolite necrotizzante (NEC), che colpisce ancora il 5-7% dei neonati con età gestazionale < 28 settimane alla nascita, provocando la morte nel 25-30% dei casi o le infezioni ospedaliere, chiamate anche infezioni ad insorgenza tardiva (late onset sepsis) o infezioni correlate all’assistenza, che colpiscono circa il 15-20% dei neonati molto pretermine.

Un neonato che pesa meno di 1500 grammi alla nascita ha una probabilità tre volte maggiore di contrarre una infezione ospedaliera di un neonato più grande e la mortalità nei neonati affetti da questa condizione è circa 3-4 volte quella dei non infetti, a parità di condizioni cliniche di base. L’immaturità del sistema di difesa immunitario del neonato lo rende particolarmente vulnerabile all’attacco da parte degli agenti patogeni, oltre che scarsamente capace di circoscrivere l’infezione stessa, che di conseguenza esita in un quadro di malattia invasiva generalizzata, cioè in un quadro di sepsi, ad evoluzione talvolta rapidamente drammatica. Questa suscettibilità alle infezioni è tanto più elevata quanto più il neonato è prematuro, sia perché la precoce interruzione della gravidanza interrompe il processo di maturazione del sistema immunitario fetale, sia per il mancato o diminuito trasferimento dalla madre al feto di fattori immunitari protettivi, in particolare immunoglobuline, che si verifica soprattutto nelle ultime settimane di gravidanza. Le procedure invasive, come la ventilazione assistita o la nutrizione attraverso cateteri venosi, che si rendono spesso necessarie per consentire la sopravvivenza dei neonati più piccoli ricoverati nelle Terapie Intensive Neonatali, rappresentano, inoltre, fattori di rischio aggiuntivi di infezione in questa sottopopolazione di neonati.  

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In occasione del World Sepsis Day, che si celebra il 13 settembre, la Società Italiana di Neonatologia (SIN) punta a focalizzare l’attenzione su questa grave patologia, che costituisce ancora la seconda causa di morte nei neonati fra le 22 e le 40 settimane di età gestazionale. È per questo motivo che la SIN si è posta negli ultimi anni l’obiettivo di diffondere pratiche cliniche di provata efficacia per prevenire l’insorgenza delle sepsi ospedaliere nei neonati ricoverati nelle Terapie Intensive Italiane.

In occasione del XXVII Congresso Nazionale, che si terrà a Roma dal 6 al 9 ottobre, presso il Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel e in collegamento digitale sulla piattaforma Health Polis (https://www.sin-neonatologia.it/congresso-nazionale-2021/), verrà infatti presentata la nuova Linea Guida SIN per la Prevenzione delle Infezioni Ospedaliere, che, fornendo una serie di raccomandazioni basate sulle evidenze più recenti, ha lo scopo di uniformare procedure e precauzioni di prevenzione nelle neonatologie del territorio nazionale.

Il lavoro è frutto della collaborazione di un folto gruppo interdisciplinare di professionisti, che ha elaborato indicazioni su argomenti cardine della prevenzione delle infezioni ospedaliere: la gestione dei cateteri vascolari, la prevenzione delle polmoniti da ventilazione, i detergenti da utilizzare per il lavaggio delle mani, la gestione degli eventi epidemici e l’uso appropriato degli antibiotici.

"La consapevolezza della rilevanza del tema "Infezioni Ospedaliere" in epoca neonatale e al tempo stesso dell’efficacia di strategie e interventi finalizzati alla loro prevenzione, vede impegnata quotidianamente la Società Italiana di Neonatologia nel promuovere cultura ed azioni per ridurre e contenere le conseguenze di questa grave problematica ed offrire ai nostri neonati le migliori cure possibili", conclude il prof. Fabio Mosca, Presidente della SIN.

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