
"Sono riconvertiti in reparti Covid, gli anestesisti vengono spostati nelle terapie intensive: ciò si ripercuote su chi doveva fare un intervento, o curare uno scompenso cardiaco. In questo mdo viene compromessa l'assistenza a tutti gli italiani"
"Non abbiamo bisogno di sconti sui numeri, ma di interventi per ridurre la pressione sugli ospedali. Servono interventi di carattere restrittivo per raffreddare la curva e allentare la pressione sugli ospedali. Pensiamo a chiusure selettive". Così il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, Filippo Anelli, a Tgcom24. "Avevamo proposto un ritardo nella ripresa della scuola, recuperando a giugno. Quella sugli stadi è una decisione apprezzata. Si potrebbe intervenire - ha proposto - con limitazioni temporanee degli spettatori per gli spettacoli e poi riprendere normalmente le attività da febbraio in poi".
Tutto questo, ha rilevato Anelli, "per avere meno pressione sugli ospedali e meno riduzione delle prestazioni".
E, in merito alla carenza dell'antibiotico azitromicina, ha spiegato: "Spero innanzitutto che sia dispensata sempre dietro ricetta medica. La storia nasce nel marzo 2020, quando non sapevamo quasi nulla del Covid, ci trovavamo di fronte a polmoniti sconosciute e si associava alle cure anche l'azitromicina. Poi sappiamo tutti che gli antibiotici non funzionano sui virus, sono prescritti per gestire le complicanze di natura batterica. Bene fa l'Aifa a ribadirne l'inutilità e la necessità di usarli solo in casi particolari e solo dietro prescrizione medica".
Uno studio dell’Imperial College London mostra che il 65% dei dubbiosi sui vaccini Covid ha cambiato idea. Resta invece stabile l’opposizione anti-vaccino.
La crisi di personale e governance nel SSN spinge gli italiani verso il privato per aggirare le liste d’attesa: il rischio è uno slittamento da modello universalistico a sistema sanitario di serie B.
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L’operazione rafforza la Fondazione sostenuta da quattro ministeri e consolida il ruolo di Siena nella ricerca pubblica su vaccini e risposta alle emergenze sanitarie.
La finalità del divieto è di garantire la massima efficienza e funzionalità operativa all'Ssn, evitando gli effetti negativi di un contemporaneo esercizio, da parte del medico dipendente, di attività professionale presso strutture accreditate
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