Canali Minisiti ECM

Bmj, la fine della pandemia sarà graduale e a macchia di leopardo

Infettivologia Redazione DottNet | 17/01/2022 17:49

Lo studio: "Le pandemie svaniscono gradualmente mentre la società si adatta a convivere con il nuovo agente patogeno e la vita sociale torna alla normalità"

Per arrivare alla fine della pandemia non ci sarà il raggiungimento dell’immunità di gregge o una dichiarazione ufficiale, ma “avverrà gradualmente e in modo non uniforme”. È questa la proiezione di due ricercatori statunitensi, David Robertson della Princeton University e Peter Doshi dell’Università del Mariland, che è stata pubblicata sul British Medical Journal.  Il lavoro, che affronta la questione del termine della pandemia di Covid-19, ha analizzato quanto accaduto nel 1918 con l’influenza spagnola, nel 1957 con l’asiatica e nel 1968 con l’influenza di Hong Kong.

pubblicità

Un confronto, che ha proiettato i due analisti proprio su cosa sarà quando le ondate dei contagi saranno un ricordo. “La fine della pandemia – precisano gli studiosi – è più una questione di esperienza vissuta, quindi è più un fenomeno sociologico che biologico”. “Le pandemie, almeno le pandemie virali respiratorie, semplicemente non finiscono in un modo tale da essere visualizzate su un pannello – proseguono i due ricercatori – Lungi dall’essere una ‘fine’ drammatica, le pandemie svaniscono gradualmente mentre la società si adatta a convivere con il nuovo agente patogeno e la vita sociale torna alla normalità. In questo periodo straordinario in cui la vita sociale è stata capovolta, la pandemia di Covid-19 sarà finita quando spegneremo i nostri schermi e decideremo che altre questioni meritano ancora una volta la nostra attenzione. A differenza del suo inizio, la fine della pandemia non sarà trasmessa”. Rispetto alle pandemie precedenti, sottolineano Robertson e Doshi, Covid-19 ha prodotto “un’interruzione senza precedenti della vita sociale” ed è “unica” nella misura in cui “l’interruzione e la ripresa della vita sociale” è così “strettamente legata a metriche epidemiologiche”.

Commenti

I Correlati

Uno studio dell’Imperial College London mostra che il 65% dei dubbiosi sui vaccini Covid ha cambiato idea. Resta invece stabile l’opposizione anti-vaccino.

La crisi di personale e governance nel SSN spinge gli italiani verso il privato per aggirare le liste d’attesa: il rischio è uno slittamento da modello universalistico a sistema sanitario di serie B.

Un adulto su quattro potenzialmente idoneo ai farmaci per dimagrire.

Le ultime rilevazioni dell’Iss mostrano un rallentamento dei contagi respiratori, influenzato da festività e minore accesso ai servizi sanitari.

Ti potrebbero interessare

Commissario straordinario, armonizzare azioni nei territori

Le indicazioni per la prossima campagna ricalcheranno quelle dello scorso autunno, quindi l'anti-Covid sarà "raccomandato" a persone di età pari o superiore a 60 anni. Dalla Florida sconsigliano i vaccini mRna

Lo rivela una ricerca sul New England Journal of Medicine

Nello spot di Italia Longeva il rapporto speciale tra nonno e nipote per sensibilizzare sulla importanza della prevenzione vaccinale per difendersi dalle malattie più temibili nella terza età

Ultime News

Più letti