
Si parte subito con Valle D'Aosta, Bolzano, Trento, Veneto, Emilia-Romagna, a cui si sono aggiunte Lombardia, Piemonte e Sicilia. Poi toccherà alle altre regioni
Entra in vigore da oggi la ricetta bianca dematerializzata, come dispone il Decreto del Ministero dell'Economia del 30 dicembre 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 gennaio 2021 (clicca qui per scaricare il testo completo). Ma il provvedimento per il momento interessa otto regioni: Valle D'Aosta, Bolzano, Trento, Veneto, Emilia-Romagna, a cui si sono aggiunte Lombardia, Piemonte e Sicilia. A seguire toccherà a Friuli Venezia Giulia e Puglia che dovrebbero partire a fine marzo, con la Basilicata e la Sardegna programmate per aprile.
Sono, dunque, trascorsi dieci anni dalla spedizione della prima ricetta dematerializzata con i farmaci a carico dell'Ssn. Tutti sicuramente ricorderanno i problemi incontrati dai medici (e dai farmacisti) risolti poi col tempo. Oggi è la volta del documento relativo ai farmaci non a carico del Servizio Sanitario il cui funzionamento viene spiegato nei dettagli dal Decreto. Vediamo i passaggi più importanti.
L’articolo 2 illustra le competenze dei camici bianchi coinvolti nel processo di dematerializzazione: "il medico prescrittore procede alla generazione in formato elettronico delle prescrizioni di farmaci non a carico del Ssn, secondo le medesime modalità di cui al decreto 2 novembre 2011 riportando almeno i dati relativi al codice fiscale del paziente, la prestazione e la data della prescrizione, nonché le informazioni necessarie per la verifica della ripetibilità e non ripetibilità dell’erogazione dei farmaci prescritti". Il testo precisa anche che "Al termine della compilazione di una ricetta bianca elettronica viene rilasciato dal SAC un numero di protocollo univoco, detto NRBE (Numero di Ricetta Bianca Elettronica) e un numero breve detto PIN-NRBE, più comodo da utilizzare ad esempio per comunicazioni verbali; contemporaneamente viene prodotto un promemoria della ricetta in formato pdf, che può essere stampato dal medico e consegnato al paziente o inviatogli con modalità alternative, come ad esempio tramite e-mail o visualizzato dal paziente stesso nel suo Fascicolo Sanitario Elettronico o in un'apposita area dedicata al cittadino predisposta dal Sistema TS". Il numero breve o Pin "risulta comodo nel caso in cui il paziente debba dettare il numero di ricetta bianca elettronica al farmacista al momento dell'erogazione dei farmaci. Il farmacista, comunque, leggendo il codice NRBE oppure il PIN-NRBE, unitamente al codice fiscale del paziente, può visualizzare la ricetta bianca elettronica prescritta dal medico ed eventualmente erogarla".
Il paziente dal canto suo può "accedere al SAC, anche tramite SAR, con Spid o CNS, ad una apposita area del portale www.sistemats.it per consultare e scaricare le proprie ricette elettroniche generate dai medici prescrittori e i relativi promemoria dematerializzati o richiedere l’utilizzo del promemoria dematerializzato recante prescrizioni di farmaci, selezionando la farmacia presso la quale spendere il medesimo promemoria". Tuttavia lo stesso assistito avrà facoltà di inoltrare alla farmacia interessata la ricetta di riferimento: "Il SAC, anche tramite SAR, a fronte della richiesta da parte del cittadino di cui al punto 1, lettera a), invia una notifica alla farmacia prescelta dall’assistito. Nel caso in cui i farmaci siano disponibili ed erogabili, la farmacia accetta la richiesta dell’assistito e provvede alla «presa in carico» e alla successiva erogazione dei farmaci». Infine «il SAC provvede a darne immediata notifica all’assistito che provvede al ritiro presso la farmacia".
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