
Probabile trasmissione silente seguita da eventi superdiffusori
I casi di vaiolo delle scimmie nei Paesi in cui l’infezione non è endemica continuano a crescere: sono 780, secondo l’ultimo bollettino dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Si tratta di 523 casi in più rispetto alla rilevazione del 29 maggio, quando i casi notificati erano 257.
Nonostante il balzo dei contagi, la situazione per il momento non sembra destare allarme: «l'Oms valuta il rischio a livello globale come moderato», un livello dettato, più che dall’entità del contagio, dal fatto che «questa è la prima volta che molti casi e cluster di vaiolo delle scimmie vengono segnalati contemporaneamente in Paesi non endemici ed endemici in aree geografiche così diverse». Il centro dell’epidemia continua a essere l’Europa con 688 casi (l'88% del totale): 207 nel Regno Unito, 156 in Spagna, 138 in Portogallo, 57 in Germania, 33 in Francia, 31 in Olanda, 20 in Italia. Fuori dal Vecchio Continente, il Paese più colpito (58 casi) è il Canada.
Continuano le indagini sull'origine dell’epidemia. E’ noto, rileva l’Oms, che «la maggior parte dei casi segnalati finora è emersa da servizi di salute sessuale o altri servizi in strutture sanitarie e ha coinvolto principalmente - ma non esclusivamente - uomini che hanno rapporti sessuali con uomini».
Dunque, conclude, «non è da escludere che con la ripresa della circolazione delle persone dopo la fase acuta della pandemia ci siano stati casi di introduzione del virus passati sotto traccia fino a quando alcuni eventi non ne abbiano favorito la diffusione che stiamo osservando oggi». Intanto, in giornata sono arrivate le notizie di nuovi contagi, specie in Gran Bretagna dove l’Agenzia per la sicurezza sanitaria (Ukhsa) ha reso nota l’identificazione di altri 77 casi, che hanno portato la conta totale delle persone infettate a 302. In Italia, a Piacenza, l’azienda Usl ha confermato tre nuovi casi collegati tra di loro: uno è ricoverato a scopo precauzionale, mentre gli altri sono a casa in isolamento fiduciario. Situazione sottocontrollo dice la vicepresidente lombarda Letizia Moratti nessun nuovo caso nella regione lazio. «A oggi non ci sono elementi per parlare di emergenza», ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. «C'è una situazione che deve essere attenzionata. Attendiamo quelle che saranno le indicazioni scientifiche».
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