
"Le persone che ricorrono alle cure palliative alla terapia del dolore sono in situazioni di difficoltà estrema, hanno ancora più bisogno di una rete di protezione, delle Istituzioni"
Il tema delle cure palliative, specie pediatriche, "è nella nostra agenda in un momento importante della vita dell'Ssn, siamo in un momento non ordinario ma straordinario che per paradosso può aprire una finestra di opportunità". Lo ha detto a un convegno organizzato dalla Fondazione Maruzza sulle cure palliative pediatriche il ministro della Salute Roberto Speranza. "È un tema strategico, davvero fondamentale e tocca il senso più profondo anche del messaggio della nostra carta Costituzionale, l'idea di diritto alla salute, di cui si riconosce l'universalita'. L'idea che fronte a una malattia, uno stato di malessere, a un problema grave di salute le istituzioni sono chiamate a rispondere senza considerare alcuna differenza nello stato e nella condizione della persona.
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Indagine SWG: un paziente su due fatica ad accedere alle cure, il 40% non conosce la Legge 38. A 16 anni dalla norma, resta il divario tra diritto e presa in carico.
FIMP rilancia al congresso nazionale: prolungare la presa in carico pediatrica per evitare discontinuità e rispondere ai nuovi bisogni di salute.
Dopo medici di base e Ordini, interviene la Fimp. Critiche su metodo e contenuti. Intanto dalla maggioranza si difende la riforma e si parla di “consorterie”
Occhiuto difende l’impostazione del ministro Schillaci, le opposizioni chiedono di vedere il testo. Ma il dossier territoriale diventa anche un passaggio politico per il governo
Dopo Fimmg, interviene anche la Federazione degli Ordini. Anelli: “Riforma senza medici e cittadini”. Critiche su risorse e Case di comunità
Dura presa di posizione sulla bozza del Ministero: “Mai discussa, penalizza medici in servizio e giovani”. Nel mirino il requisito della specializzazione e il rischio di fuga dalla medicina territoriale
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