Canali Minisiti ECM

Post Covid Condition: una possibile nuova “pandemia” con effetti nocivi per la salute di tutti

Infettivologia Redazione DottNet | 18/07/2022 13:51

Al Gemelli di Roma che segue i pazienti con COVID-19 in fase post-acuta, in uno studio condotto su 658 pazienti, hanno osservato una correlazione diretta tra incremento del rischio di disfunzione endoteliale e severità dell’infezione da COVID-19

L’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha definita ufficialmente "post Covid-19 condition", condizione di persistenza di segni e sintomi che continuano o si sviluppano oltre le 12 settimane dal termine della fase più grave della malattia. Tosse persistente, difficoltà a respirare, stanchezza o debolezza muscolare, questi i sintomi più comuni, sono alcuni dei sintomi persistenti associati al Covid-19, anche a guarigione avvenuta, che fanno parlare di Long Covid, come ha spiegato l’Istituto Superiore di Sanità. Che il Long-Covid possa accompagnare anche persone che hanno avuto soltanto la febbre, la tosse e un po' di spossatezza non è da escludere. Secondo le stime, infatti, a soffrirne è un paziente su tre.  

L’unità di Day Hospital della Fondazione Policlinico Universitaria Agostino Gemelli di Roma che segue i pazienti con COVID-19 in fase post-acuta, in uno studio condotto su 658 pazienti, ha osservato una correlazione diretta tra incremento del rischio di disfunzione endoteliale e severità dell’infezione da COVID-19.

In particolare, i soggetti ospedalizzati per COVID-19 hanno mostrato un’alterata funzione endoteliale tre mesi dopo la fase acuta con una compromissione della funzione polmonare. L'endotelio, tessuto di cellule che rivestono le pareti interne del cuore e dei vasi, modula l’aggregazione piastrinica, i processi coagulativi, contribuisce all’immunità innata, riduce l’infiammazione, regola le resistenze vascolari, protegge mediante antiossidanti dall’effetto nocivo dei radicali liberi dell'ossigeno.  Risulta dunque fondamentale preservarne e migliorarne la funzione.  

pubblicità

Le cause delle manifestazioni durature del Long-Covid non si conoscono. La malattia, nei casi più gravi, può innescare una forte risposta infiammatoria in grado di dar vita a fenomeni di trombosi. Oltre a rappresentare un rischio nella fase acuta dell'infezione, questi, diffusi soprattutto con le prime varianti e senza la protezione garantita dai vaccini, possono aver lasciato il segno sugli organi colpiti. Un simile aspetto, unito a una possibile reazione autoimmune indotta dal virus, rientra tra i principali indiziati alla base della Long-Covid.  

Attraverso una sperimentazione nella terapia sub-intensiva COVID dell'ospedale Cotugno di Napoli ed un lavoro scientifico e di ricerca portato avanti nell'ambito del consorzio Itme (International Translational Research and Medical Education), creato dall’università Federico II in collaborazione con l’Albert Einstein Institute of Medicine di New York, si è riusciti a dare impulso alla conoscenza dei meccanismi fisiopatologici dell’infezione da Sars-Cov2, con particolare riferimento alla disfunzione dell'endotelio che il virus può creare.  

Nel corso del lavoro realizzato da Itme, Cotugno, pubblicato su Eclinicalmedicine, gruppo The Lancet, si è evidenziato che nei pazienti ricoverati con infezione grave da COVID 19 supportando le tradizionali terapie farmacologiche con la supplementazione di L-arginina, aminoacido che presiede la produzione di ossido nitrico e citrullina da parte della cellula endoteliale, si sono dimezzati i tempi di degenza ospedaliera e si è ridotta la necessità del supporto ventilatorio.

Commenti

I Correlati

Uno studio dell’Imperial College London mostra che il 65% dei dubbiosi sui vaccini Covid ha cambiato idea. Resta invece stabile l’opposizione anti-vaccino.

La crisi di personale e governance nel SSN spinge gli italiani verso il privato per aggirare le liste d’attesa: il rischio è uno slittamento da modello universalistico a sistema sanitario di serie B.

Un adulto su quattro potenzialmente idoneo ai farmaci per dimagrire.

Un’ampia ricerca internazionale rassicura le future mamme: i trattamenti contro il reflusso non compromettono la salute dei figli.

Ti potrebbero interessare

Commissario straordinario, armonizzare azioni nei territori

Le indicazioni per la prossima campagna ricalcheranno quelle dello scorso autunno, quindi l'anti-Covid sarà "raccomandato" a persone di età pari o superiore a 60 anni. Dalla Florida sconsigliano i vaccini mRna

Lo rivela una ricerca sul New England Journal of Medicine

Nello spot di Italia Longeva il rapporto speciale tra nonno e nipote per sensibilizzare sulla importanza della prevenzione vaccinale per difendersi dalle malattie più temibili nella terza età

Ultime News

Più letti