
Servirà a pazienti cronici anziani in terapia anticoagulante orale di eseguire gli esami del sangue in maniera non invasiva e più rapida
Bologna potenzia la telemedicina con un progetto che permetterà a 799 pazienti cronici anziani in terapia anticoagulante orale di eseguire gli esami del sangue in maniera non invasiva - dunque senza prelievo venoso - e più rapida. Con passaggi da casa del paziente al Laboratorio unico metropolitano, e poi al centro prescrittore dove cardiologi e angiologi istantaneamente adeguano la terapia orale anticoagulante per i pazienti. L'attuazione del progetto grazie alla donazione di una cittadina bolognese, Alessandra Cantimori e all'azienda Usl di Bologna, che ha implementato una "infrastruttura telematica che mette in rete ospedale e territorio".
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Dal CUP alla telemedicina, dalle vaccinazioni alla presa in carico della cronicità: il documento vuole uniformare l'erogazione dei servizi nelle circa 20 mila farmacie italiane.
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Secondo i dati UNAIDS gli aiuti globali allo sviluppo sono diminuiti del 23% nel 2025. A rischio i risultati ottenuti nella lotta all'Hiv e l'obiettivo di porre fine all'Aids entro il 2030.
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Il progetto internazionale PaRIS coinvolge oltre 100 mila cittadini in 19 Paesi e introduce una domanda ineludibile in sanità: come stanno davvero le persone dopo le cure ricevute?
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