
Ma incombe il caro energia con costi in aumento del 330%. Export +15%, consumi interni +7,6%, stime Cosmetica Italia
Il comparto cosmetico italiano ha ripreso a correre, la crisi del 2020 è un lontano ricordo. Il fatturato del settore raggiungerà i 13 miliardi di euro entro la fine del 2022, crescendo del 10,7% rispetto al 2021 e dell’8,3% rispetto al 2019. Concorre al quadro positivo la crescita decisiva dell’export che nel 2022 si prevede si avvicinerà ai 5,6 miliardi di euro con un incremento di oltre il 15% rispetto all’anno precedente. Gli Stati Uniti scalzano il primato alla Francia, sono divenuti loro il principale mercato dei prodotti cosmetici made in Italy. Buone anche le previsioni dei consumi interni di prodotti beauty: cresceranno del 7,6 % entro il 2022 per un valore che supera gli 11,4 miliardi di euro, superiori anche ai consumi pre-Covid del 2019.
La situazione economica, le dinamiche ed i trend del comparto italiano dei prodotti di bellezza sono stati analizzati questa mattina in un webinar organizzato dall’associazione nazionale delle imprese cosmetiche, Cosmetica Italia, in occasione della presentazione della 43/esima indagine congiunturale. Gli italiani sono tornati nei negozi tanto che le profumerie subiranno un rimbalzo positivo del 15% entro la fine dell’anno, idem i parrucchieri e i centri estetici che tornano a crescere rispettivamente del 14,3% e dell’11,4%.
“Le performance del settore confermano la capacità di resilienza delle imprese cosmetiche e la grande capacità di reazione in uno scenario economico in tensione - ha dichiarato Benedetto Lavino, presidente reggente di Cosmetica Italia – Le esportazioni concorrono in maniera decisiva al raggiungimento di tali risultati ottimistici raggiungendo i 5,6 miliardi di euro entro la fine di questo anno. Si tratta del valore più alto in assoluto negli ultimi 20 anni”. “Analizzando gli indicatori industriali emergono intenzioni di investimento sostanzialmente ottimistiche per l'anno in corso, che non vengono quindi penalizzate per adesso dalle forti tensioni sui prezzi e sulle materie prime – ha sottolineato Gian Andrea Positano, responsabile Centro Studi di Cosmetica Italia. – Proseguono con costanza gli investimenti in nuovi macchinari e nel grado di utilizzo degli impianti: una conferma della vocazione resiliente del comparto che è in grado di anticipare l’evoluzione della domanda, scegliendo di investire anche in momenti di pianificazione più incerta”. Ha spiegato Giovanni Foresti, Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo: "Le industrie della cosmesi hanno saputo reagire mantenendo un cuscinetto di redditività e di liquidità superiore rispetto alla media degli altri settori manifatturieri che dà un po’ di fiato alle imprese ma la domanda è per quanto potranno continuare ad operare ed affrontare i problemi legati alla crisi energetica e al quadro mondiale del momento?”.
Secondo Aifa l’Italia è tra i primi Paesi europei per disponibilità di nuovi farmaci: 133 medicinali accessibili su 168 autorizzati da EMA.
Il report FIP assegna alle farmacie un ruolo crescente nella gestione dei disturbi comuni. Ma dati, responsabilità clinica e confine commerciale richiedono regole chiare.
Dati Farmindustria: produzione e occupazione in aumento. Ma tra politiche Usa, costi e concorrenza globale si apre il nodo della competitività europea
Farmaceutica Usa in Italia: produzione oltre 9 miliardi e 22mila occupati. Competenze elevate, ma burocrazia e complessità regolatoria limitano la ricerca.
Commenti