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Classifica degli stipendi cresciuti di più nel 2022: i farmacisti dipendenti al secondo posto

Professione Redazione DottNet | 08/11/2022 16:20

Guidano la classifica i funzionari dei ministeri, al terzo posto le forze dell'ordine e i militari della difesa

I lavoratori assunti nelle farmacie private vedono crescere nel 2022  il proprio compenso del +3,9%. Un dato molto alto se rapportato alla media generale, ma che non raggiunge nemmeno la metà di quello dei funzionari ministeriali che guidano la classifica Istat - che ha redatto la classifica https://www.istat.it/it/files//2022/04/Contratti-collettivi-e-retribuzioni-contrattuali_GENNAIO-MARZO-2022.pdf - con la percentuale più alta, oltre il 9 per cento.

Il quadro generale tracciato dagli esperti di retribuzioni e politiche del lavoro pare inequivocabile.

Il 2022 verrà ricordato come uno degli anni più difficili della storia recente per quanto riguarda il potere di acquisto degli italiani. La crescita esponenziale delle spese correnti per i cittadini ha raggiunto un livello che nessuna proiezione economica aveva previsto ad inizio anno. A certificarlo sono gli ultimi dati diffusi da Federconsumatori e dalla società di analisi aziendale ODM Consulting: l’Italia è fanalino di coda tra i Paesi occidentali per la facoltà di spesa dei contribuenti.

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La causa va ricercata principalmente nella congiuntura di diverse crisi che sta mettendo a dura prova la tenuta di milioni di famiglie e migliaia di imprese. Il costo delle bollette di luce e gas ha subìto un rincaro senza precedenti e sono moltissimi i lavoratori e i proprietari d’azienda che non riescono a pagare le spese in fattura: a questo si aggiungono gli effetti dell’inflazione galoppante (che ha fatto schizzare il valore della spesa al dettaglio) e l’aumento del prezzo delle materie prime per l’effetto della crisi militare tra Russia e Ucraina.

Dopo ministeriali e farmacisti, al terzo posto della graduatoria si collocano le Forze dell’ordine e i Militari della Difesa: la loro retribuzione è in crescita del +3,8% rispetto al 2021. In particolare, lo studio dell’Istat mostra come l’aumento più rilevante in busta paga sia avvenuto nel periodo tra giugno e luglio dell’anno in corso. Un fattore che può essere collegato ai timori del dicastero e dell’opinione pubblica in merito alla situazione sempre più complicata nel conflitto in corso tra la Federazione russa e l’Ucraina.

Si fermano ai piedi del podio gli aumenti degli stipendi del settore agricolo (che comprende, oltre ai coltivatori diretti, anche gli allevatori e gli addetti alla filiera della distribuzione), che registrano comunque una rivalutazione notevole del compenso medio rispetto a dodici mesi fa, arrivando ad un +3,4%. Poco distanti in graduatoria anche i lavoratori del comparto edilizio, che hanno visto crescere il valore della busta paga del +3,3%.

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