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A rischio l'udito di un miliardo di giovani, serve prevenzione

Otorinolaringoiatria Redazione DottNet | 17/11/2022 16:53

Le cause sono di diverso tipo, tra cui un'esposizione eccessiva ai rumori, ma anche infezioni e malattie congenite

Cuffie con musica a tutto volume nelle orecchie, serate in discoteca o ai concerti. Oltre un miliardo di giovani tra 12 e 35 anni, nel mondo, sono a rischio di danni all'udito per un ascolto prolungato di suoni a volumi eccessivi. A fare il punto su come proteggerli, rilanciando l'importanza di portare l'educazione all'ascolto anche nelle scuole, è stato uno speciale AnsaIncontra, andato in onda su Ansa.it. "La riduzione dell'udito - mette in guardia Corrado Canovi, presidente Associazione Italiana audioprotesisti professionali - è un problema che riguarda oltre 430 milioni di persone nel mondo, pari a circa il 5% della popolazione.

E si stimano intorno ai 980 miliardi di dollari l'anno di spese connesse. Le cause sono di diverso tipo, tra cui un'esposizione eccessiva ai rumori, ma anche infezioni e malattie congenite. Ma gli ipoacustici rischiano di essere molti di più nei prossimi decenni". A pesare sono le abitudini sbagliate sempre più diffuse tra i giovani. "I ventenni e trentenni di oggi - aggiunge Canovi - non se ne rendono conto ora, ma nei prossimi anni rischiamo una popolazione con problemi di udito ancora maggiore".

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Per combattere questi rischi, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha lanciato l'iniziativa Make Listening Safe o "Rendi l'ascolto sicuro". L'obiettivo è quello di cambiare i comportamenti di ascolto, sensibilizzando le persone ai rischi ma anche le aziende che producono dispositivi per l'ascolto di musica. "Alcune aziende hanno iniziato a mettere limiti e diverse realtà hanno iniziato a lavorare per sensibilizzare i giovani. In questo senso, abbiamo portato nelle scuole 'Ci sentiamo dopo', un progetto per educare all'ascolto responsabile - spiega Riccardo Cattaneo, responsabile relazioni istituzionali di Amplifon -. E' importante partire dai giovanissimi per far capire loro l'importanza di salvare l'orecchio da situazioni di rischio. Speriamo che il Il progetto andrà vada avanti ed è già approdato anche in altri Paesi europei".

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