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Attenzione alle malattie neurodegenerative con sintomo l'acufene

Di Stadio: "La persistenza è causata dall'infiammazione dell'area uditiva nel cervello (neuro-infiammazione) a seguito dello stimolo periferico proveniente dall'orecchio"
Otorinolaringoiatria

"Gli acufeni, o fischio nell'orecchio, sono un problema che nel corso di una vita intera possono affliggere tutta la popolazione. La percezione di udire un suono che in realtà non è presente è un evento molto comune e almeno per una volta ognuno ne ha avuto esperienza. Nel mondo ne soffrono 750 milioni di persone.  Ma attenzione alle malattie neurodegenerative che hanno come sintomo proprio l'acufene". Lo afferma Arianna di Stadio, docente di Otorinolaringoiatria all'Università di Catania e ricercatrice onoraria presso il Laboratorio di Neuroinfiammazione del Queen Square Neurology di Londra, in occasione della Giornata Mondiale dell'Udito che ricorre il 3 marzo.

"La percezione dei suoni e della voce è un processo complesso che inizia nell'orecchio. Le cellule dell'orecchio una volta stimolate da un suono, ad esempio un clacson, si muovono generando un impulso nervoso che arriva al cervello dove poi il clacson viene identificato. Nel caso dell'acufene manca lo stimolo uditivo esterno e le cellule si muovono da sole generando questi suoni fantasma - spiega Di Stadio - Questa motilità senza stimolo è indicativa della sofferenza della cellula, può manifestarsi in seguito ad un trauma acustico, come primo segno di presbiacusia (fenomeno fisiologico dell'invecchiamento dell'udito) e in varie altre condizioni che alterano il micro-ambiente dell'orecchio. Questo fenomeno è però transitorio, infatti le cellule o recuperano il loro benessere o muoiono e l'acufene sparisce".

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Diverso, chiarisce l'esperta, è quando l'acufene è persistente: "Questa persistenza è causata dall'infiammazione dell'area uditiva nel cervello (neuro-infiammazione) a seguito dello stimolo periferico proveniente dall'orecchio. Se le cellule dell'orecchio muoiono non possono più inviare segnali, quindi l'acufene dovrebbe sparire. In alcuni soggetti però questo iperstimolo può causare l'infiammazione della specifica area nel cervello, che rimane attiva anche in assenza di stimolo dall'orecchio. Ci sono varie metodologie per trattare il problema in base alla sua origine. Nel caso di un problema di invecchiamento ci si può proteggere usando degli integratori, se il danno è causato dall'esposizione cronica ai rumori occorre usare le protezioni uditive. Quando il problema è di origine centrale, innanzitutto occorre escludere i problemi neurologici legati alla Sclerosi Multipla; sappiamo infatti che alcune malattie, come la sclerosi multipla, possono dare come sintomo l'acufene. Poi si può trattare il problema usando metodologie in grado di contrastare la neuro-infiammazione".

Attualmente "stiamo studiando una serie di molecole anti-neuroinfiammazione per trattare i pazienti che presentano un acufene persistente (oltre i 6 mesi). Il mio consiglio è non trascurare il fischio all'orecchio, specialmente se persistente e non occasionale; se non sparisce entro 72 ore, è bene rivolgersi allo specialista che potrà così suggerire il trattamento migliore ed evitare che il disturbo diventi cronico", conclude di Stadio.

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