
Meseguer: "Stiamo lavorando su un algoritmo di Ai che studia il comportamento dell'embrione dalla devitrificazione al trasferimento, che dura circa 4 ore"
L'intelligenza artificiale (Ai) apre nuovi scenari per la Procreazione medicalmente assistita (Pma). Grazie alle reti neurali artificiali si possono infatti identificare gli embrioni che, sebbene mostrino una buona morfologia, hanno una bassa probabilità di impianto. Questo quanto emerge dallo studio "Analisi delle dinamiche morfologiche dei blatocisti" condotto da Marcos Meseguer, supervisore scientifico ed embrologo dei centri di Pma IVI Valencia e presentato al 10/mo congresso internazionale Ivirma sulla medicina della riproduzione, che si è svolto nei giorni scorsi a Malaga. In particolare sono stati analizzati 511 blatocisti (gli embrioni dopo 5-6 giorni dalla fecondazione) devitrificate, procedura che precede l'impianto in utero.
Dal Data Summit al Senato l’accelerazione sullo European Health Data Space. Collegare i dati di 59 milioni di cittadini per ricerca e cure, ma resta da risolvere il problema tra privacy e interesse collettivo.
In Italia meno della metà delle coppie che ne avrebbe bisogno entra nei percorsi di Pma. Pesano attese nel pubblico, costi nel privato e accesso sempre più tardivo.
Alla InterSystems Italian Healthcare Conference confronto tra manager sanitari e regioni: senza dati interoperabili, governance e coinvolgimento dei clinici, l’AI rischia di restare una promessa.
Dossier Aifa: il 62% delle aziende farmaceutiche utilizza già l’AI nella ricerca e sviluppo. Possibili riduzioni dei tempi di sviluppo fino al 30%.
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