Ecm, novità sui crediti: approvate nuove date. Rischi assicurativi per chi viola le norme
Non sarà possibile accumulare nuovi crediti, ma solo usare quelli effettuati nel 2023

Redazione DottNet · 13/05/2024 17:13
Novità per la formazione medici Ecm: la Commissione nazionale per la formazione continua ha modificato la gestione dei crediti ECM che influenzano direttamente la procedura di spostamento dei crediti formativi tra diversi trienni. A partire da aprile 2024, sarà, infatti, possibile per i professionisti sanitari trasferire i crediti ECM accumulati nel 2023—considerato un anno di proroga—dal triennio 2023-2025 al triennio 2020-2022. Questa operazione potrà essere effettuata tramite il sito CoGeAPS. La delibera 6/24 (clicca qui per scaricare il testo completo) della Commissione ECM stabilisce chiaramente: "L'acquisizione dei crediti formativi relativi al triennio 2020-2022 è consentita fino al 31 dicembre 2023, per tutti i professionisti che hanno conseguito i crediti entro tale data.
Lo spostamento dei crediti è consentito fino al 31 dicembre 2025". L’estensione offre un maggiore respiro ai professionisti che, per vari motivi, potrebbero non aver completato il ciclo formativo nel periodo stabilito.
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La delibera originaria permetteva, invece. l'acquisizione dei crediti formativi fino al 31 dicembre 2023, con eventi conclusi entro quella data. Con il nuovo provvedimento
anche i crediti ottenuti entro il 31 dicembre 2023 sono validi, indipendentemente dalla data di fine dell'evento, estendendo il periodo di trasferimento fino al 31 dicembre 2025. Queste modifiche, progettate per offrire maggiore flessibilità e supporto ai professionisti sanitari nel mantenimento della loro formazione continua, permettono anche coloro che hanno accumulato crediti entro il limite del 2023 di beneficiare di una finestra più ampia per regolarizzare la loro situazione, adattandosi meglio alle esigenze personali e professionali di ciascuno,
scongiurando il pericolo di perdere la copertura assicurativa, per quei professionisti sanitari non in regola con almeno il 70% del fabbisogno formativo previsto.