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Anaao: sarà sciopero se gli aumenti economici del contratto 2022-2024 non saranno integrati da finanziamenti extracontrattuali

Di Silverio: “L’aumento del 5,78% atteso nel prossimo CCNL è lontanissimo dall’indice inflattivo calcolato per lo stesso triennio, pari a 15,4%, come riconosciuto dallo stesso Presidente Aran"
Professione

Per i dipendenti dei ministeri, delle Agenzie fiscali, dell’Inps, dell’Inail e degli altri enti economici, l’aumento medio di stipendio sarà di 159 euro. Un po’ più alto per i funzionari: 170 euro lordi al mese. Per gli infermieri e il restante personale della Sanità, gli scatti mensili medi previsti saranno di 158 euro, a cui però andranno aggiunti altri sei euro al mese di indennità di Pronto soccorso. Per i dipendenti comunali, come di consueto, gli aumenti saranno leggermente più bassi (partendo da retribuzioni meno generose): 136 euro lordi mensili. Nel comparto Sicurezza e Difesa, che comprende Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Marina e Aeronautica, gli aumenti contrattuali medi saranno di 156 euro mensili, ai quali però si aggiungeranno altre risorse stanziate in fondi ad hoc, che porteranno il totale a 195 euro.    Il contratto attualmente in discussione è quello che copre il triennio 2022-2024. Si tratta di un accordo che scadrà il primo gennaio del prossimo anno, quando dovrà iniziare ad essere aperto il cantiere del successivo contratto. Più che stanziare nuove risorse per l’accordo in scadenza, insomma, la manovra potrebbe volgere lo sguardo in avanti.

Sulla questione è sceso in campo l'Anaao: "Se gli aumenti economici del prossimo contratto 2022-2024 stabiliti dalla Legge finanziaria dello scorso anno non saranno integrati da finanziamenti extracontrattuali, faremo valere le nostre ragioni nelle piazze italiane", tuona il Segretario Nazionale Anaao Assomed  in merito agli incrementi stipendiali previsti nel 2022-2024 per il personale della pubblica amministrazione, compresa la dirigenza medica e sanitaria del SSN.  "L’aumento del 5,78% atteso nel prossimo CCNL – prosegue Di Silverio - è lontanissimo dall’indice inflattivo calcolato per lo stesso triennio, pari a 15,4%, come riconosciuto dallo stesso Presidente Aran. Il che vuol dire condannare all’impoverimento progressivo categorie professionali chiamate a garantire diritti costituzionali. Uno stipendio adeguato alla qualità e quantità del lavoro dei medici e dirigenti sanitari, non rappresenta una mera rivendicazione di categoria ma una condizione necessaria e requisito indispensabile per una sanità di qualità".

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"La parte normativa di un contratto di lavoro ha indubbiamente la sua importanza, ma solo se accompagnata da incrementi economici adeguati e non in una logica di scambio al ribasso. Non possiamo sacrificare ancora una volta i nostri stipendi accontentandoci di aumenti irrisori, ben al di sotto del tasso inflattivo e dell’indice Ipca".  "Reiteriamo pertanto la richiesta – ribadisce Di Silverio - di defiscalizzare parte dello stipendio, come già avviene per la sanità privata, a compensazione di finanziamenti economici che non trovino posto nel contratto di lavoro. E di cogliere l’urgenza di una revisione dello stato giuridico in favore della dirigenza speciale per i medici e dirigenti sanitari, più coerente con la peculiarità della loro funzione e del loro lavoro rispetto alle caratteristiche del pubblico impiego. Senza risposte positive – conclude Di Silverio - la stagione del rinnovo contrattuale rischia di essere sostituita da quella della protesta".

Il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, intanto, ha già messo le mani avanti. Per soddisfare la richiesta di coprire tutta l’inflazione, il governo dovrebbe trovare una trentina di miliardi di euro nella prossima legge di Stabilità. Una richiesta difficilmente accettabile per il ministero dell’Economia, alle prese con la costruzione di una manovra più complicata di quella degli anni passati per il ritorno dei vincoli del Patto di Stabilità europeo. Vincoli che, tra le altre cose, nella nuova versione delle regole comunitarie, si basano sul contenimento della spesa netta primaria, di cui una delle principali componenti sono proprio le uscite per le retribuzioni dei dipendenti pubblici. Difficile, insomma, che nella prossima manovra di Bilancio si riesca a replicare lo stanziamento di 8 miliardi di euro dello scorso anno che ha permesso l’apertura dei tavoli per le trattative. Quello che invece la prossima manovra dovrebbe fare, è stanziare i fondi necessari per l’indennità di vacanza contrattuale che sarà pagata il prossimo anno a tutti i dipendenti pubblici.Per i dipendenti dei ministeri, delle Agenzie fiscali, dell’Inps, dell’Inail e degli altri enti economici, l’aumento medio di stipendio sarà di 159 euro. Un po’ più alto per i funzionari: 170 euro lordi al mese. Per gli infermieri e il restante personale della Sanità, gli scatti mensili medi previsti saranno di 158 euro, a cui però andranno aggiunti altri sei euro al mese di indennità di Pronto soccorso. Per i dipendenti comunali, come di consueto, gli aumenti saranno leggermente più bassi (partendo da retribuzioni meno generose): 136 euro lordi mensili. Nel comparto Sicurezza e Difesa, che comprende Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Marina e Aeronautica, gli aumenti contrattuali medi saranno di 156 euro mensili, ai quali però si aggiungeranno altre risorse stanziate in fondi ad hoc, che porteranno il totale a 195 euro.

Professione
Commenti
RG
Raffaele Galli
vergognoso. Per non parlare poi della vergogna più grande, di 6 euro al mese per indennità di P.S.
Rispondi
16/07/2024 15:32

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