
Non sono tanto i picchi di calore ad incrementare l'afflusso dei pazienti anziani ai servizi di emergenza, ma anche l'aggravarsi di situazioni pregresse, la solitudine e la mancanza di strutture di assistenza sociale nel periodo estivo. "Il caldo può aggravare la situazione. Penso a quei pazienti con scompenso cardiaco, malattia renale cronica, insufficienza respiratoria o diabete - spiega Dario Manfellotto (nella foto) presidente Fondazione Federazione delle Associazioni Dirigenti Ospedalieri Internisti (Fadoi)- L'età adulta è poi un elemento che si aggiunge a creare la condizione cosiddetta di fragilità. Un concetto non soltanto di tipo clinico e anagrafico ma anche legato alla condizione sociale. Non dimentichiamo che chi vive condizioni di povertà e disagio è soggetto più facilmente a scompensi e allora in questi casi, il ricorso all'ospedale diventa necessario, specie se c'è disidratazione, a cui può aggiungersi una condizione di stato confusionale. Ma gli ospedali non chiudono per ferie e questo lo si deve ai sacrifici sostenuti dai medici per coprire la carenza di personale già di per sé cronica".




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