
In uno studio pubblicato il 18 agosto comparivano in Italia due sequenze di Xec, rilevate in Veneto e Trentino Alto Adige rispettivamente il 31 e il 18 luglio
Si chiama Xec ed è una new entry. Nei prossimi mesi potrebbe cambiare l'attuale panorama delle varianti Covid che in diverse parti del mondo hanno acceso il motore di ondate estive particolarmente intense. Apparsa per la prima volta "a Berlino a fine giugno", Xec è una variante ricombinante, ed è già stata intercettata in 3 diversi continenti. Dal suo primo debutto "si è diffusa piuttosto rapidamente in Europa, Nord America e Asia" e "continua a diffondersi".
Sembra essere "una probabile prossima sfidante delle varianti ora dominanti (KP.
Quello che colpisce, evidenzia Honey in un focus postato su X, è il "vantaggio di crescita" che sta mostrando "a livello globale", e che viene stimato "del 3,8% al giorno (27% alla settimana)" rispetto alle varianti JN.1 che hanno già in aggiunta mutazioni che le rendono competitive (Honey le chiama varianti 'DeFLuQE'). A detta dell'esperto, la nuova 'contendente' sembra avere "la crescita più rapida di cui sono a conoscenza". Fino a qualche giorno fa, erano stati segnalati circa 111 campioni di questa nuova variante, da 15 Paesi in 3 continenti. Israele e Spagna hanno segnalato di recente i loro primi campioni.
Xec "è un mix" di due diverse varianti: "KS.1.1 (una cosiddetta variante FLiRT) e KP.3.3 (variante FLuQE)", elenca Honey secondo cui questa nuova versione di Sars-CoV-2 "potrebbe avere un vantaggio" in particolare da una sua "insolita mutazione" (T22N), combinata con quelle che caratterizzano già le varianti più veloci. La sua crescita "è stata più forte in Germania, presunta origine", ma Xec si sta facendo notare anche "nella vicina Danimarca e nei Paesi Bassi".
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