
"Il Sistema di emergenza territoriale è stato depotenziato e ignorato da ogni Governo, servono mezzi e incentivi agli operatori"
"Il 118 che risponde sempre, subito e a chiunque, che arriva sempre e ovunque viene chiamato dalle urla disperate di chi ha bisogno, a tutela incrollabile della vita, è lo stesso 118 che scompare ogni qualvolta si tratti di ricevere riconoscimenti, considerazione e supporto da parte dello Stato. Che amaro e immeritato paradosso! La prossima Finanziaria dimenticherà, ancora una volta, il 118?" Lo chiede Mario Balzanelli, presidente nazionale Sis118, in vista dei primi incontri del Governo sulla prossima legge Legge di bilancio, rivolgendosi all’Esecutivo, al Parlamento, alla politica.
"Il Sistema di emergenza territoriale 118, preposto dallo Stato alla tutela tempo-dipendente della vita di 60 milioni di persone, è stato progressivamente depotenziato negli ultimi 20 anni e sistematicamente ignorato, per cause che la politica dovrebbe spiegare ai cittadini - aggiunge Balzanelli all'Adnkronos Salute - da ogni Governo e da ogni provvedimento legislativo che abbia previsto l'allocazione di risorse in favore della sanità.
Invece, elenca Balzanelli guardando alla prossima Finanziaria, "c'è da aumentare il parco mezzi di soccorso in tutte le regioni, perché siano in numero sufficiente a garantire tempi di arrivo sugli scenari critici coerenti con le tempistiche stabilite dal legislatore per area urbana ed extraurbana. C'è da assicurare al personale contratti incentivanti adeguati e da riconoscere ai medici, agli infermieri ma anche agli autisti-soccorritori le indennità specifiche del rischio ambientale e biologico, peculiare della dimensione operativa della medicina di emergenza territoriale. C'è da dotare ogni Sistema 118 di un centro di simulazione avanzata per garantire le migliori possibilità di formazione e addestramento, permanente e ricorrente, di tutti gli operatori".
Il 118 "merita comprensione, prima ancora dei finanziamenti - chiarisce Balzanelli - se non si comprende o, peggio, se si finge di non comprendere a quale indispensabile presidio di sanità si fa riferimento, non si può avere la consapevolezza di cosa occorra perché mantenga un'efficienza degna della nostra cultura e rispettosa del principio di solidarietà sociale che, per la nostra Costituzione costituisce pilastro fondamentale. Pure con la recente tragedia nazionale della pandemia, il Sistema 118 ha dimostrato la sua fondamentale importanza per la difesa e per la sicurezza di tutti i cittadini, e dunque dello Stato nel suo complesso, operando in prima linea in una realtà che possiamo definire infernale, combattendo spesso in condizioni operative disarmate, con rischi elevati di contrarre l’infezione, soccorrendo e salvando innumerevoli vite umane. Il passaggio da dimenticati ad eroi e poi di nuovi a fantasmi è stato rapidissimo".
"Se fosse ben conosciuto quel che fanno gli operatori del 118, risulterebbe ovvio prevedere di dotare le Centrali operative 118 della funzione di geolocalizzazione del chiamante, restituendo ai cittadini la possibilità dell’accesso diretto per non perdere tempo prezioso - evidenzia - che documentiamo si continua a perdere in modo significativo con l’attuale modello organizzativo del 112. Altrettanto ovvio risulterebbe prevedere di dotare le Centrali operative della più evoluta tecnologia che consenta di connetterle, in tempo reale, con i mezzi e con gli equipaggi di soccorso, e fare in modo che i pazienti critici possano beneficiare delle possibilità di valutazione clinica, diagnostica e terapeutica consentite dalla telemedicina". "Tutto questo vorremmo che comprendesse la politica, che è servizio alla comunità. Altrimenti non sarebbe politica. Ci chiediamo, oggi più che mai, come la politica possa ritenere di servire la comunità dimenticandosi completamente, di decennio in decennio, del Servizio di emergenza territoriale 118, che proprio alla comunità salva ogni giorno la vita", chiosa Balzanelli.
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