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Menopausa, arriva un nuovo farmaco non ormonale contro le vampate

Farmaci Redazione DottNet | 20/09/2024 14:16

Blocca le neurochinine implicate nella termoregolazione

Una terapia orale non ormonale potrebbe aiutare a ridurre i sintomi vasomotori (Vms) da moderati a gravi associati alla menopausa, le cosiddette vampate. Approvato dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), Fezolinetant agisce bloccando le neurochinine implicate nella termoregolazione dell'organismo, aiutando a ripristinare l'equilibrio nel centro di controllo della temperatura del cervello (l'ipotalamo) per ridurre il numero e l'intensità delle vampate di calore e delle sudorazioni notturne. "Si tratta di un meccanismo d'azione molto sofisticato che agisce proprio all'origine della causa che provoca i sintomi - dichiara Tommaso Simoncini, ordinario di Ginecologia e Ostetricia all'Università di Pisa e Presidente della Società Internazionale di Endocrinologia Ginecologica (Isge) - Questo è un vantaggio importante in quanto consente ai clinici di personalizzare la terapia in base alla tipologia e gravità dei sintomi".

A livello globale, più della metà delle donne in menopausa sperimenta Vms, con tassi in Europa che vanno dal 56% al 97% con prevalenza di casi da moderati a gravi in post-menopausa del 40%.

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"In passato, si credeva che la menopausa e i sintomi vasomotori associati fossero il risultato della sola diminuzione degli estrogeni; le ricerche in questo campo hanno fatto conoscere il ruolo di specifiche vie neuronali situate nell'ipotalamo, l'area del cervello che regola la temperatura corporea, nel causare le vampate di calore - spiega Rossella Nappi, ordinaria di Ostetricia e Ginecologia all'Università degli Studi di Pavia e Presidente della Società Internazionale della Menopausa (Ims)- Fezolinetant rappresenta per tutte le donne una opzione terapeutica in più di trattare un sintomo senza influire sul fenomeno menopausa dal punto di vista ormonale, perché agisce in modo mirato sulle neurochinine B, molecole che regolano la temperatura corporea a livello cerebrale". L'approvazione del farmaco si basa sui risultati di tre studi clinici di Fase 3 che hanno arruolato complessivamente oltre 3.000 individui in Europa, negli Stati Uniti e in Canada.

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