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Smi: Nella Manovra solo briciole per la medicina generale

Onotri: "Auspichiamo che la Legge di Bilancio 2025 preveda per il nuovo accordo collettivo nazionale di medicina generale risorse importanti"
Sindacato

"La Legge di Bilancio 2025, che arriverà in questi giorni in Parlamento, per l’avvio della sua discussione, non ci sembra che indichi risposte efficaci per il rilancio della sanità pubblica, né per sopperire alla carenza di medici sempre di meno negli ospedali così come sul territorio. Queste carenze ledono il diritto alla salute dei cittadini soprattutto di quelli residenti nelle aree più svantaggiate della penisola". Così Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani.  "Auspichiamo che la Legge di Bilancio 2025 preveda per il nuovo accordo collettivo nazionale di medicina generale risorse importanti. Quattro milioni di cittadini italiani sono senza medico di famiglia, mentre vanno deserte molte assegnazioni di borse di studio per la medicina generale ed è forte il disagio dei giovani medici specializzandi che sono sottopagati rispetto ai loro colleghi europei.

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  Lavoreremo affinché in Parlamento si possano apportare miglioramenti per quanto riguarda misure per sburocratizzare la medicina generale, valorizzare la telemedicina per le visite a distanza e l’ autocertificazione dei primi tre giorni di malattia; queste sono misure che migliorerebbero di molto le condizioni di lavoro dei medici di famiglia. Bisogna interrompere la tendenza al ribasso per quanto riguarda la spesa sanitaria pubblica in percentuale del PIL. Nel 2023 in Italia la spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,2% del PIL, un valore ben al di sotto sia della media OCSE del 6,9% che della media europea del 6,8%", conclude.

Sindacato
Commenti
MD
Michele Diana
Cara collega Onotri, mi dispiace vedere come anche il Sindacato da Te rappresentato porta fette di prosciutto sugli occhi: l'attività di Medico di Medicina Generale non è più appetibile per i giovani medici, non per la mancanza di risorse economiche, ma semplicemente perché è un'attività ormai marginale, e che morirà da sola, per via della mancanza delle più elementari norme di tutela del lavoro, e cioè le ferie e la malattia. Oggi è inconcepibile svolgere un'attività nella quale non puoi ammalarti e non puoi interrompere per un adeguato ristoro estivo. Prima delle risorse, andrebbe risolto il problema dell'inquadramento del medico di medicina generale come dipendente e non più come convenzionato, termine ormai desueto e inadeguato, e che ci riporta indietro agli anni settanta e cioè al periodo mutualistico. La verità è che un inquadramento come dipendenti dei medici di medicina generale sottrarrebbe risorse all'Enpam, perché sorgerebbe spontaneo il problema del trasferimento della posizione previdenziale presso l'INPS. A meno di ricorrere allo stesso inquadramento professionale degli Specialisti Ambulatori Interni, che versano all'Empam, ma lavorano ad ore, non a quote capitarie, con un contratto che prevede ferie, maternità e malattia. A buon intenditore...
Rispondi
22/10/2024 06:40
2 Risposte

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