
Il Presidente Snami Testa: “Senza una visione strutturale, non si cambia rotta”
Il Documento di Finanza Pubblica approvato dal Consiglio dei Ministri prevede un aumento della spesa sanitaria: dai 138,3 miliardi di euro del 2024 si passerà a 143,4 miliardi nel 2025 e a 149,8 miliardi nel 2026. Tuttavia, la quota sul PIL rimane ferma al 6,4%, senza segnali di reale rilancio. Una situazione che preoccupa lo SNAMI, da tempo impegnato a chiedere una riforma strutturale della medicina del territorio. Il presidente nazionale Angelo Testa commenta: "Registriamo un aumento delle risorse, ma senza un cambio di passo rischiamo solo di mantenere in vita il sistema, senza rafforzarlo. Serve una visione nuova che valorizzi la medicina generale, il territorio e la prossimità.
Da Aiop e Regione nuova difesa dell’integrazione tra pubblico e privato come punto di forza del modello lombardo. Ma tra finanziamenti pubblici, accreditamenti e gestione delle criticità, resta aperto il tema della governance reale del sistema
Avviato il confronto per il rinnovo 2025-2027: risorse fino a 1,5 miliardi a regime. Coinvolti oltre 590mila lavoratori del Ssn
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Dopo il ricorso sul diritto di sciopero, il sindacato apre una fase di mobilitazione contro il progetto di riordino della medicina generale. Critiche su autonomia e organizzazione
Aaroi-Emac apprezza il rapido avvio del negoziato 2025-2027. Vergallo: “Ci sono margini per migliorare organizzazione e chiarezza delle regole”. Attenzione a flessibilità e orario di lavoro
Il sindacato chiede di chiudere rapidamente la parte economica e di introdurre una clausola di salvaguardia. Focus su indennità, intramoenia e organizzazione del lavoro
Il sindacato lega la firma del contratto alla capacità di fermare la fuga dal Ssn. Critiche sulle risorse e sulla mobilità tra sedi. Focus anche su welfare e parità di genere
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