
"Attualmente il 20-30% dei Pronto soccorso hanno medici provenienti da cooperative nei propri organici, ed in alcune strutture i 'medici a gettone' arrivano a coprire fino all'80% dei turni"
Dal 31 luglio scatterà lo stop ufficiale ai medici a gettone: è la scadenza fissata dal decreto 17 giugno 2024, che impone la chiusura dei contratti con i professionisti delle cooperative sanitarie impiegati in ospedali e pronto soccorso. Una misura attesa da tempo, ma che rischia di diventare una bomba a orologeria in corsia. A lanciare l’allarme è Alessandro Ricciardi, presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu): “La situazione è già grave, ma da agosto peggiorerà.
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Secondo dati diffusi dall’Associazione Luca Coscioni, la procedura farmacologica sfiora il 60%. Persistono forti differenze territoriali e limiti organizzativi.
Dati ISTAT e allarme AUPI. Gli psicologi chiedono politiche strutturate su educazione digitale, prevenzione e ruolo delle piattaforme.
Ocse: il Long Covid continuerà a pesare su sanità ed economia fino al 2035. Effetti su produttività, lavoro e domanda assistenziale.
Nursing Up: sanità territoriale debole rispetto all’Europa. Senza filtro e presa in carico, PS sovraccarichi e cronicità mal gestita.
Italia più longeva ma con più cronicità: oltre 24 milioni di malati e anni in buona salute fermi a 58. Terzo settore chiede riforme.
Associazione Luca Coscioni: nel 2025 solo il 40% delle prestazioni nei tempi previsti. Critiche alla piattaforma Agenas.
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