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Healthy Aging Month: riconoscere e trattare i disturbi muscoloscheletrici per vivere meglio e più a lungo

Ogni anno in Italia oltre 2,65 miliardi di dollari persi per dolore e disabilità. Con la prevenzione si potrebbero risparmiare più di 2 miliardi
Sanità pubblica

Dolore lombare e cervicale, traumi e sovraccarichi: i disturbi muscoloscheletrici (DMS) rappresentano una delle principali sfide per la salute pubblica e individuale, in particolare per donne e older adults (50+), con effetti ancora più pronunciati negli anziani (over 65). Nel 2021, i DMS sono stati responsabili di un valore di anni di vita persi a causa di disabilità pari a 2.099,84 miliardi di dollari, pari all'1,41% del PIL mondiale.

Si tratta di condizioni che non solo riducono significativamente la qualità della vita, ma generano anche un onere economico considerevole. Sono, infatti, la prima causa di disabilità al mondo e costano ogni anno all’Italia oltre 2,65 miliardi di dollari tra spese sanitarie e perdita di produttività legata ad intensi periodi di assenza per malattia fino ad arrivare a pensionamenti anticipati. Eppure, secondo i dati della fase 3 del Global Health Inclusivity Index, realizzato da Economist Impact con il supporto di Haleon, investire in prevenzione permetterebbe di liberare risorse enormi: oltre 2 miliardi di dollari l’anno solo in Italia e più di 50 miliardi di dollari a livello globale tra risparmi sanitari diretti e recupero della produttività.

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L’Health Inclusivity Index è un progetto a più fasi sviluppato da Economist Impact e supportato da Haleon, leader mondiale nel Consumer Healthcare, volto a valutare l’inclusività sanitaria in 40 paesi, coprendo diverse regioni e livelli di reddito a livello globale. Questa ricerca nasce dalla convinzione che tutti i membri della società debbano avere pari opportunità di accesso a una buona salute fisica, mentale e sociale. Nella terza fase, l’indice analizza gli impatti sanitari ed economici del miglioramento dell’inclusività sanitaria tra i segmenti di popolazione più fragili o marginali, combinando dati sulle politiche sanitarie, le infrastrutture, l’esperienza dei pazienti e gli impatti economici e sociali, offrendo così una fotografia completa dell’inclusività sanitaria a livello globale.

All’interno di questo quadro emerge come alcune categorie siano particolarmente vulnerabili: le donne pagano il prezzo più alto. L’artrite reumatoide le colpisce il 175% più degli uomini e il mal di schiena il 50% in più, ma restano ancora oggi sottorappresentate negli studi clinici, con cure spesso meno mirate ed esiti peggiori. Le condizioni muscoloscheletriche rappresentano, inoltre, la voce di spesa sanitaria più alta tra le patologie femminili in Italia (23,4 miliardi di dollari/anno). Secondo l’Health Inclusivity Index, un maggiore accesso e adesione alla prevenzione primaria e secondaria per queste condizioni nelle donne potrebbe generare un risparmio di 51 miliardi di dollari a livello globale, riducendo significativamente i costi sanitari e sociali legati a tali patologie.

Anche gli older adults (over 50) mostrano un aumento significativo della prevalenza di lombalgia, cervicalgia, artrosi del ginocchio e artrite reumatoide. Nei paesi inclusi nell’Indice, le quattro principali condizioni muscoloscheletriche tra gli over 50 generano un costo annuo di 121 miliardi di dollari, mentre le fratture dell’anca e della colonna vertebrale legate all’osteoporosi aggiungono altri 141 miliardi tra spese sanitarie, perdita di produttività e mortalità. Tra gli over 65, i rischi aumentano ulteriormente: questa fascia di popolazione è particolarmente vulnerabile sia per la maggiore incidenza dei disturbi muscoloscheletrici, sia per il rischio più elevato di effetti negativi per la salute. Promuovere stili di vita salutari e attività fisica regolare può contribuire a ridurre l’insorgenza di patologie muscoloscheletriche, prevenire recidive e complicanze, preservando mobilità, autonomia e qualità della vita. "La salute muscoloscheletrica è un fattore determinante per l’autonomia e la partecipazione attiva delle persone alla vita sociale. I dati del Global Health Inclusivity Index dimostrano che la gestione precoce di queste condizioni non riduce soltanto il peso della disabilità, ma produce anche un impatto economico rilevante e sostenibile per la collettività. È quindi fondamentale investire in diagnosi tempestiva, facilitare l’accesso alle cure, sviluppare programmi di esercizio e percorsi educativi e riabilitativi, tutti strumenti concreti per favorire un invecchiamento sano e attivo." afferma Fabrizio Gervasoni, Medico Fisiatra, Direttore S.C. Distretto Municipio 2 ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano.

L'attività fisica regolare e mirata gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella gestione dei disturbi muscoloscheletrici. Programmi di attività fisica personalizzati, customizzati sulla base di esigenze individuali, possono contribuire significativamente a ridurre l'incidenza e la gravità di queste condizioni, favorendo un invecchiamento sano e attivo. Un ruolo cruciale è anche quello del farmacista, primo punto di riferimento di prossimità per la gestione precoce dei DMS.

"La farmacia di comunità è il presidio sanitario più vicino e accessibile ai cittadini, un punto di ascolto e orientamento che intercetta precocemente i bisogni, educa alla prevenzione e accompagna le persone verso soluzioni sicure ed efficaci. Non si tratta solo di consigliare trattamenti appropriati, ma anche di educare i cittadini a riconoscere i segnali del proprio corpo, a prevenire il dolore con stili di vita corretti e a promuovere il movimento come terapia. Allo stesso tempo, il farmacista ha un ruolo chiave nel promuovere un uso informato e responsabile dei prodotti per il self-care, garantendone la massima efficacia e sicurezza. In questo senso, il farmacista diventa un vero alleato dell’invecchiamento attivo, rafforzando autonomia e partecipazione alla cura della propria salute.", spiega il Dott. Paolo Levantino, Farmacista clinico e Segretario Nazionale Fenagifar (Federazione Nazionale Associazione Giovani Farmacisti). L’impegno di Haleon si inserisce nel più ampio percorso dedicato all’healthy e active aging, che non rappresenta solo un’occasione simbolica ma una vera chiamata all’azione per costruire modelli di salute più inclusivi e sostenibili.  In Italia, uno dei Paesi più longevi al mondo, promuovere un invecchiamento attivo e sano significa trasformare la longevità da sfida a opportunità: valorizzare il ruolo sociale degli anziani, rafforzare l’autonomia e ridurre la pressione sul sistema sanitario.

"Il mese dell’Healthy Aging dimostra che prevenzione e self-care non sono più comportamenti accessori, ma strategie fondamentali per vivere meglio e più a lungo. In Haleon crediamo che la longevità possa diventare una fase di vita ricca di autonomia e qualità, se le persone hanno accesso a informazioni chiare e soluzioni concrete. È questa la direzione del nostro impegno: rendere la salute più comprensibile, accessibile e inclusiva, accompagnando ogni persona a trasformare la longevità in una fase di vita ricca di autonomia e qualità", dichiara Davide Fanelli, General Manager Southern Europe e Italia di Haleon.

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