
"Unico e multiplo: il ruolo della Medicina di famiglia come faro della salute nel mare della complessità dell'assistenza territoriale". Ha preso il via l'83esimo Congresso Nazionale Fimmg-Metis, in programma fino all'11 ottobre al Centro Congressi del VOI-Tanka, Villasimìus-Cagliari. Accanto ai tradizionali appuntamenti, tra tavole rotonde dedicate agli aspetti principali della professione e workshop di approfondimento scientifico, il congresso ha l'obiettivo di rendere visibile, in modo pratico e strutturato, l'enorme lavoro quotidiano dei medici di medicina generale. Ma non solo: a disposizione degli oltre 800 congressisti ci sono anche laboratori pratici per interagire in maniera diretta e sotto la guida di tutor con strumenti di diagnostica di primo livello per acquisire competenze specifiche. Ci saranno anche esperti a disposizione per rispondere a quesiti specifici sulla professione.
Diverse le tavole rotonde. Nel giorno di apertura, il primo appuntamento è con 'La medicina generale del nostro futuro. I medici del millennio presentano la loro proposta per i prossimi 30 anni di professione'. Sono i vicesegretari Noemi Lopes e Alessandro Dabbene a immaginare l'evoluzione della professione nei prossimi anni.
Sabato le conclusioni con 'Il futuro della medicina generale: evoluzione del percorso formativo e integrazione del medico in formazione nel ruolo unico'. Ne discutono Francesca Brandi Seidita, segretaria nazionale settore Formazione, e il vicesegretario Fimmg Pier Luigi Bartoletti.
L’83esimo congresso della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale) si è aperto nel ricordo di Maddalena Carta, medico di famiglia di Dorgali, in Sardegna, morta a 38 anni per un malore improvviso dovuto al sovraccarico di lavoro. Il premio Mario Boni, conferito ai medici che si sono distinti per merito, coraggio, abnegazione e sacrificio nella propria attività, è stato consegnato questa mattina al papà e al fratello della giovane dottoressa. La cerimonia si è svolta durante la sessione plenaria in apertura dell’assise in corso al Voi Tanka Village di Villasimius, in provincia di Cagliari. Commosso l’applauso dei congressisti presenti. Ai familiari, il segretario della Fimmg, Silvestro Scotti, ha fatto una promessa: "Non mi fermo e non fermerò finché questo Paese non riconoscerà il valore di un medico come Maddalena Carta, percorrerò tutte le strade politiche e istituzionali. Rivolgiamo un appello al nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a cui chiediamo da questo Congresso che sia riconosciuto l’onore al merito di Maddalena e con esso giunga il riconoscimento del valore psicosociosanitario di una categoria, quella dei medici di famiglia, che troppo spesso continuano a pagare a caro prezzo", ha detto Scotti consegnando il premio.
Il riconoscimento è stato conferito alla dottoressa per "aver incarnato, fino all’ultimo istante, lo spirito più autentico della medicina generale. Si spegne con lei il faro che ha illuminato quella comunità intera che si era affidata a lei. Si spegne un faro perché aveva deciso di non risparmiarsi difronte ai fabbisogni di salute della popolazione in un territorio segnato da carenze drammatiche, con migliaia di cittadini senza medico di riferimento. Si spegne un faro nonostante fosse consapevole della propria condizione clinica, nonostante quel faro fosse consapevole di non aver risparmiato nulla in termini di intensità e resistenza", si legge nelle motivazioni del premio. "La sua scelta di non ridurre intensità, di non risparmiare energie, in un contesto in cui era di fatto l’unica presenza stabile per un bacino di circa 5.000 assistiti, chiarisce a tutti noi quanta purezza ci fosse in quella luce e caratterizza la levatura d’animo nobile e generoso con il quale aveva deciso di esercitare la professione. Il suo è il volto della medicina generale che si contrappone alla narrazione capziosa che vuole rappresentare il medico di famiglia come un fannullone. La scomparsa di Maddalena Carta ci interpella e ci impegna a proteggere chi cura, ma anche a continuare a lavorare senza sosta per restituire dignità e strumenti a chi regge la prima linea del sistema, affinché la medicina di famiglia sia sicura e attrattiva", sottolineano i medici della Fimmg, che concludono: "Con questo riconoscimento, vogliamo onorare la sua vita e consegniamo alla comunità professionale il suo lascito: una medicina generale fatta di prossimità, fiducia e coraggio".
I giovani progettano il futuro della professione del medico di medicina generale. L’83esimo congresso della Fimmg, in corso al Voi Tanka Village di Villasimius (Cagliari), ha raccolto le conclusioni del gruppo di lavoro composto da 30 giovani medici guidati dai vicesegretari nazionali Alessandro Dabbene e Noemi Lopes. Sono loro i protagonisti di un percorso generazionale avviato ad aprile i cui risultati sono stati presentati questa mattina per ciascuna delle cinque aree tematiche dell’Accordo Collettivo Nazionale: la struttura del compenso, le tutele e il ricambio generazionale, la medicina generale come Livello essenziale di assistenza, la formazione e l’accesso alla professione e il modello organizzativo.
"I medici di medicina generale dei prossimi 30 anni hanno disegnato una professione che sposti realmente l'attività del singolo in attività di AFT, dotata di strumenti concreti di governance, a partire da un ruolo giuridico di AFT che consenta ai medici nella loro organizzazione di garantire la continuità dell'assistenza, di elaborare strategie di reciproca tutela e di efficientamento del lavoro di gruppo. Un superamento della solitudine professionale anche attraverso la necessità di personale di studio per tutti, che crei innanzitutto una filiera di accesso alla medicina generale regolamentato da criteri di appropriatezza", hanno detto Dabbene e Lopes. "Un superamento delle logiche individuali anche nella ricerca di nuove forme di finanziamento delle attività, con particolare riferimento alle prestazioni aggiuntive e alla diagnostica di primo livello e al coinvolgimento di finanziamenti provenienti anche da altri comparti ministeriali", hanno aggiunto i due vicesegretari Fimmg.
Infine, hanno concluso, "è stato sottolineato che un modello organizzativo di equipe è una precondizione necessaria ed efficace per garantire piene tutele al professionista soprattutto in epoca di ricambio generazionale e femminilizzazione della platea dei medici". Al gruppo di lavoro hanno partecipato i medici Aiello, Aimeri, Angelinelli, Atzeni, Baffa, Bernaudo, Biaggi, Bianchi, Cappelli, Casano, Cecola, Contu, Curti, Di Murro, Di Sebastiano, Filippinetti, Fineschi, Ganci, Giorgio, Gonella, Gradellini, Grossi, Labanca, Luciani, Properzi, Santini, Schembri, Tomassetti, Truglia e Zagami.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.