
La Cassazione ha inoltre chiarito che l’attività dei medici in formazione non costituisce lavoro subordinato, ma un percorso formativo
Un lungo contenzioso tra medici specializzandi e Stato si è chiuso con una decisione definitiva della Corte di Cassazione: nessun adeguamento economico della borsa di studio per chi ha frequentato le scuole di specializzazione tra il 1992 e il 2005. La vicenda aveva avuto inizio quando un gruppo di medici, laureati e specializzatisi dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. 257/1991, aveva chiesto al Tribunale il riconoscimento di maggiori emolumenti, ritenendo la loro borsa di studio insufficiente rispetto agli standard nazionali ed europei. In primo e secondo grado, i giudici avevano parzialmente accolto le loro richieste, riconoscendo un adeguamento limitato. Non soddisfatti, i medici avevano impugnato la sentenza della Corte d’Appello, così come avevano fatto le amministrazioni pubbliche coinvolte.
La Cassazione ha esaminato per prima la richiesta dello Stato, accogliendola e respingendo quella dei medici.
La Cassazione ha inoltre chiarito che l’attività dei medici in formazione non costituisce lavoro subordinato, ma un percorso formativo con borsa di studio. L’ordinanza segna così un punto fermo e definitivo: chi ha frequentato le scuole di specializzazione nel periodo 1992-2005 non potrà ottenere adeguamenti economici. Pur basata su una rigorosa lettura della legge, la decisione mette in luce le difficoltà economiche affrontate da intere generazioni di medici durante un percorso formativo lungo e impegnativo. La strada per eventuali future richieste su questo tema appare ormai chiusa, confermando un orientamento stabile della giurisprudenza.
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