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Medici di famiglia e sanità digitale: occorre personale di studio con finanziamenti strutturali

Fimmg, obiettivo principale è mettere la sicurezza e l’affidabilità dei sistemi allo stesso livello delle esigenze cliniche
Medicina Generale

«Ogni volta che un sistema di prescrizione o di gestione dei dati clinici va in crisi o mostra falle, non si interrompe solo un servizio: si incrina la fiducia. La cybersicurezza non è solo un tema tecnico per addetti ai lavori, è anche parte integrante della relazione fiduciaria e di cura». Lo dice Nicola Calabrese, vicesegretario nazionale della Fimmg alla luce dei disagi che hanno interessato alcuni sistemi informatici utilizzati anche nella medicina generale. Calabrese sottolinea come l’innovazione, quando è ben progettata, sia ormai inscindibile dal lavoro quotidiano del medico di famiglia: «Teleconsulti, ricette dematerializzate, cartelle cliniche interoperabili, recall automatici per aderenza terapeutica e infine app dedicate all’organizzazione dell’attività quotidiana sono strumenti che estendono la nostra prossimità. Mediano una relazione fiduciaria che definirei innovativa: tempestiva, tracciabile, capace di tenere vicino il paziente anche quando non è in studio». Questa "nuova prossimità", però, vive solo se la tecnologia è affidabile, semplice e sicura. Il punto, ribadisce il vicesegretario nazionale Fimmg, è mettere la sicurezza e l’affidabilità dei sistemi allo stesso livello delle esigenze cliniche.

«I sistemi devono essere blindati contro accessi non autorizzati ed eventuali utilizzi impropri dei dati sensibili, ma soprattutto devono essere funzionali alle attività della medicina generale, finalizzati esclusivamente a supportare i medici nelle loro attività che sono sempre più complesse e, dove diventa necessario, utili al supporto del personale studio. Anche per questo la Legge di Bilancio deve prevedere risorse per garantire sempre ai medici di medicina generale la presenza del personale di studio, fondamentale nella gestione e organizzazione delle attività, anche attraverso gli strumenti digitali, consentendo ai medici di avere più tempo clinico», afferma Calabrese. «Se chiediamo a cittadini e medici di affidarsi al digitale, dobbiamo garantire che il dato sia intangibile, rintracciabile e recuperabile in tempi certi». C’è poi un tema che in Italia pesa più che altrove: l’alfabetizzazione digitale. «Siamo un Paese anziano. La prossimità del medico di famiglia è oggi l’unico vero ponte tra cittadini fragili e servizi online», prosegue Calabrese. «Anche qui, per rendere inclusiva la trasformazione digitale servono finanziamenti strutturali, a cominciare da incentivi per personale di studio adeguatamente formato, così da liberare tempo di cura per i medici». La posizione di Fimmg è netta: «La trasformazione digitale deve essere clinicamente sensata, interoperabile, co-progettata con i professionisti e misurabile. Solo così migliora la qualità della cura, riduce i tempi, sostiene la presa in carico e non scarica su cittadini e operatori il costo dell’innovazione», conclude Calabrese. Per questo, ancora una volta, la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale si rende disponibile a collaborare con istituzioni nazionali e regionali, fornitori e comunità tecniche per definire standard di sicurezza, protocolli di emergenza e percorsi formativi uniformi, affinché la sanità digitale sia davvero un moltiplicatore di prossimità e non un nuovo fattore di disuguaglianza.

 

Medicina Generale
Commenti
GR
Giuseppe Giovanni Ruberto
Fondamentale è il passaggio alla dipendenza
Rispondi
31/10/2025 08:54
2 Risposte

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