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Cura italiana per il cheratocono è una speranza per 100 milioni di persone nel mondo

Oculistica Redazione DottNet | 07/11/2025 09:11

La tecnologia di precisione, che si avvale anche dell'intelligenza artificiale, è stata creata per la cura del cheratocono grazie alla caparbietà e alle capacità scientifiche di due fratelli: un oculista e un ingegnere biomedico

Fino a pochi anni fa una diagnosi di cheratocotono, patologia degenerativa della cornea, era quasi una condanna a perdere la vista. La caparbietà e le doti scientifiche di due fratelli italiani - il primo oculista, il secondo ingegnere biomedico - hanno cambiato il destino di questa malattia con la messa a punto di una tecnologia di alta precisione: la teranostica che unisce, per la prima volta, diagnostica molecolare per immagini e terapia personalizzata di alta precisione guidata dai dati. In Italia sono stati già eseguiti positivamente 600 interventi, 2mila in tutto nel mondo. E attualmente, con la certificazione Ce ottenuta dalla piattaforma C4v Chromo4vis di Regensight, anima della tecnologia, questa tecnica è disponibile in tutta Europa. Se ne è parlato in una conferenza stampa a Roma.

Sono 100 milioni le persone che nel mondo soffrono di questa patologia e alle quali la teranostica può cambiare la vita, spiega Marco Lombardo all'Adnkronos Salute.

"Il nostro dispositivo è stato certificato CE all'inizio dell'anno e quindi è disponibile in tutte le aree dell'Europa, ma è già utilizzato anche in Nord Africa, in Medio Oriente, in Europa orientale. Nel mondo in pochi mesi abbiamo superato i 2mila interventi : i centri di eccellenza che si occupano di questa patologia l'hanno adottata immediatamente. Anche perché anno per anno stanno aumentando le diagnosi ed è ormai chiaro che la malattia non è così rara come si pensava tanto tempo fa". In generale "sembra aumentata l'incidenza perché il cheratocono è molto legato alle congiuntiviti, alla patologia infiammatoria dell'occhio, soprattutto di tipo allergico".

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Marco Lombardo spiega che "dopo l'introduzione della tecnologia nei vari centri di eccellenza del nostro Paese, rispetto allo studio clinico registrativo pubblicato su 'Oftalmology', abbiamo confermato l'accuratezza e la precisione del trattamento nel predire l'efficacia nel momento in cui si fa l'intervento. Ma soprattutto stiamo ottenendo nuove informazioni che ci consentono di valutare sempre meglio l'entità dell'effetto terapeutico. La macchina elabora tutti i dati secondo un algoritmo di machine learning: apprende durante ogni operazione chirurgica e quindi si evolve perché tutte le macchine sono collegate. Chiediamo, inoltre, a tutti i chirurghi utilizzatori di darci i dati dei controlli, ogni dato clinico. Così creiamo una conoscenza che permette di personalizzare sempre di più l'intervento". Il trattamento, continua il medico, "consiste in una prima fase in cui si mette a fuoco lo strumento sulla cornea e se ne acquisisce la fluorescenza naturale. Le fasi successive consistono nell'applicazione della riboflavina, che è la vitamina B2, e nell'illuminazione della cornea con la luce ultravioletta. In queste fasi la macchina dà i dati al chirurgo in tempo reale, guidandolo per far sì che l'intervento sia efficace nel momento in cui lo sta eseguendo, perché misura la risposta biologica della cornea alla riboflavina indicando la quantità giusta a contrastare le caratteristiche degenerative proprie del tessuto e a rinforzarlo. L'intervento, insomma, consiste nell'azione del chirurgo insieme all'utilizzo della vitamina B2. E' un trattamento combinato, guidato dai dati. L'intelligenza artificiale fa parte del sistema, ma alla base c'è una solida conoscenza creata dall'uomo, per dar vita a una tecnologia che assista il medico predicendo in corso d'opera l'efficacia dell'intervento stesso. La rivoluzione sta nel fatto che si va dritti e precisi al risultato".

Il dispositivo ideato dai fratelli Lombardo combina, insomma, le competenze cliniche e ingegneristiche. "Abbiamo creato uno strumento che sa modulare il trattamento in base alla risposta biologica della cornea", sottolinea Giuseppe Lombardo, "In questo modo evitiamo sia trattamenti troppo deboli sia eccessivi, garantendo sicurezza e risultati ripetibili". Dopo 10 anni di ricerca e sviluppo, studi preclinici e clinici, e pubblicazioni scientifiche internazionali, la piattaforma di teranostica è ora una realtà oltre che in alcuni centri di eccellenza in Italia e anche nel mondo.

L'obiettivo dei fratelli Lombardo è diffondere la teranostica nei centri di eccellenza a livello globale, offrendo a milioni di giovani pazienti nuove prospettive di trattamento e una vita libera dal timore di perdere la vista. "Comunicare ad un paziente giovane una diagnosi di una malattia che mette a rischio la qualità della sua vita futura è un grande peso. Il nostro lavoro ha reso possibile il cambiamento della narrazione per questa patologia", dice l'oculista. "Per i giovani che ricevono la diagnosi di cheratocono sapere che esiste una terapia capace di arrestare, con precisione e accuratezza, la progressione della malattia significa affrontare il futuro con una prospettiva completamente diversa", conclude il medico.

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