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Terapia cellulare al posto del trapianto di cornea contro la cecità

Oculistica Redazione DottNet | 09/11/2025 14:31

Nuova frontiera delle cure di patologie dell'endotelio corneale

La terapia cellulare è prossima a essere consacrata a cura contro la cecità corneale da disfunzione endoteliale, ovvero legata a patologie a carico dello strato più interno della cornea. Ad accendere i riflettori su questa metodologia rivoluzionaria è uno studio pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology, discusso dagli specialisti della Società Italiana di Scienze Oftalmologiche (Siso) e dell'Associazione Italiana Medici Oculisti (Aimo), in occasione del congresso nazionale congiunto che si è chiuso sabato scorso a Roma.   "La cecità corneale è una delle principali cause di perdita della vista, che colpisce ogni anno circa 10 milioni di persone al mondo - dichiara Vincenzo Sarnicola, esperto trapiantatore e visiting professor in molte cliniche oculistiche internazionali e consigliere Siso -.

 La cornea, il tessuto trasparente che rappresenta la parte anteriore dell'occhio, è essenziale per fare entrare immagini chiare nell'occhio. Quando è danneggiata, si opacizza, trasformando il mondo in una nebbia costante". Se il trapianto di cornea perforante (a tutto spessore), da donatore e i trapianti lamellari hanno consentito il recupero visivo a milioni di persone nel mondo, nel terzo mondo - dove non ci sono tessuti per i trapianti - di grande aiuto potranno essere le imminenti terapie cellulari, per le patologie endoteliali, che rappresentano circa il 50% delle ipovisioni corneali.

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"La tecnica sarà molto semplice: un'iniezione nell'occhio consentirà alle cellule iniettate di rendere nuovamente trasparente una cornea diventata opaca, per una disfunzione endoteliale - sottolinea Sarnicola -. Dove si prendono queste cellule, chi può donare, chi è il miglior donatore, che risultati si possono ottenere, sono i quesiti che ricorrono. I risultati ad oggi, (è in corso la terza fase di sperimentazione in Nord America) dimostrano che i donatori migliori sono i giovani al di sotto di 30 anni. Si ipotizza che da una cornea di un donatore giovane potranno essere preparate centinaia di iniezioni", forse mille, dice l'esperto. "Le terapie cellulari rigenerative rappresentano dunque la vera nuova frontiera per la cura della cecità corneale endoteliale", conclude Vito Romano, professore associato di Oftalmologia all'Università di Brescia.

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