
Lo studio internazionale CREST-2 ridisegna la gestione della stenosi carotidea asintomatica, dimostrando l'efficacia dello stenting combinato con terapia medica intensiva.
Per anni, la gestione dei pazienti con stenosi carotidea asintomatica è stata un tema controverso, con medici divisi tra l'opportunità di intervenire o di adottare un approccio più conservativo. Ma lo studio internazionale CREST-2, pubblicato sul New England Journal of Medicine, cambia radicalmente la visione su questa condizione, proponendo una risposta chiara e definitiva.
Con oltre 2.400 pazienti coinvolti in 10 anni di ricerca, CREST-2 si conferma il più ampio e strutturato studio dedicato alla stenosi carotidea asintomatica. I risultati sono inequivocabili: nei pazienti con stenosi carotidea significativa, lo stenting associato a terapia medica intensiva riduce il rischio di ictus del 50% a quattro anni, passando dal 6,0% (solo terapia medica) al 2,8% (stenting più terapia).
La procedura di stenting, che ormai si esegue con tecniche mininvasive e tempi di recupero rapidi, ha mostrato un profilo di sicurezza ed efficacia che, secondo i ricercatori, dipende non solo dalla tecnica, ma anche dall'esperienza del centro in cui viene praticata. "CREST-2 rappresenta una vera e propria rivoluzione nella gestione di questi pazienti. Ora sappiamo che la selezione del paziente e la qualità dell'equipe medica sono fattori determinanti per il successo dell'intervento", afferma il dottor Matteo Stefanini, Responsabile della U.O. di Diagnostica per Immagini e Radiologia Interventistica del Policlinico Casilino.
Il Policlinico Casilino di Roma, con 229 rivascolarizzazioni carotidee effettuate nel 2023, si conferma uno dei centri di eccellenza in Italia, dove competenze e protocolli condivisi garantiscono un elevato livello di sicurezza nelle procedure. "L'alto numero di interventi non è solo una statistica, ma un investimento in competenze che assicura a ciascun paziente il miglior trattamento possibile", sottolinea Stefanini.
La diagnosi precoce rimane fondamentale, ed è possibile grazie a un semplice Eco-color-Doppler, che consente di rilevare in modo rapido e non invasivo una larga fetta di pazienti a rischio. Lo studio dimostra che, sebbene la terapia medica intensiva resti il punto fermo, l'aggiunta dello stenting riduce concretamente il rischio di ictus, dando così una risposta più mirata e personalizzata.
In un campo dove "asintomatico" può facilmente tradursi in "trascurato", i dati di CREST-2 aprono la strada a un approccio preventivo più efficace, sicuro e, soprattutto, tempestivo, mettendo in luce la necessità di una gestione più informata e mirata dei pazienti con stenosi carotidea. Un nuovo capitolo nella prevenzione dell'ictus che il Policlinico Casilino, grazie alla sua esperienza, contribuisce a scrivere.
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