
Riduzione dei programmi d’esame, estensione della durata delle lezioni e più tempo tra la fine dei corsi e gli appelli, al fine di garantire maggiore spazio alla didattica. Ecco parte dei correttivi proposti dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, nel corso dell’incontro con il Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu), dedicato al nuovo sistema di accesso alla facoltà di Medicina.
La ministra ha escluso il ritorno ai test d’ingresso, ma ha dato piena disponibilità a intervenire sul funzionamento del semestre aperto, definendo la riforma "perfettibile" e annunciando l’istituzione di un tavolo di confronto permanente con gli studenti.
Il confronto con gli studenti e le proteste fuori dal ministero
All’interno il confronto, all’esterno la protesta promossa dall’Unione degli universitari, da Adi e da Primavera degli studenti. "Il fatto che la ministra, a metà dell’anno accademico, non abbia idea di cosa fare è preoccupante", hanno affermato i manifestanti. "Il semestre filtro è una falsa soluzione che non affronta la carenza di personale sanitario né garantisce il diritto allo studio. Il numero chiuso va superato, il semestre filtro va abolito e servono investimenti strutturali".
Il confronto si è chiuso con un momento informale sul tema delle contestazioni, accolto sì con sorrisi dai presenti, ma il clima politico è rimasto comunque teso.
Le critiche delle opposizioni e i dati sul semestre aperto
Le opposizioni hanno espresso posizioni dure sulla riforma. "Non vogliamo toppe: serve un cambio radicale e, visto l’attacco gratuito agli studenti, la ministra chieda scusa a chi ha offeso invece di liquidare tutto con battute indegne di chi fa il ministro dell’università", ha dichiarato Antonio Caso (M5s). Per la senatrice Pd Cecilia D’Elia si tratta di "un vero e proprio inganno, consumato sulla pelle non solo degli aspiranti medici, ma del Paese intero". Francesco Mari (Avs) ha chiesto che sia chiamato il Parlamento a definire una proposta di riforma organica.
Bernini a sua volta ha ribadito che "tutto è perfettibile" e che la riforma, alla prima applicazione, è fondata su principi di inclusività, democrazia e ampliamento delle opportunità, con l’obiettivo di formare più medici.
Intanto emergono i primi dati sul semestre aperto. Al primo appello, il 20 novembre, solo il 22–23% degli studenti ha superato Chimica e Biologia, mentre il 10–15% ha ottenuto almeno la sufficienza in Fisica. I risultati del secondo appello, svolto il 10 dicembre, saranno noti il 23 dicembre. La graduatoria nazionale sarà pubblicata il 12 gennaio e, in base alle decisioni del ministero, potranno accedere anche gli studenti con due sole sufficienze, chiamati a recuperare i debiti formativi entro la fine del semestre, fissata al 28 febbraio.
"È vero, Fisica è risultata una materia ostica, ci confronteremo con le università, sempre tenendo conto dell’autonomia universitaria", ha assicurato infine la ministra.




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