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Medici di famiglia: accordo ACN verso l’ok in Stato-Regioni

Sanità pubblica Redazione DottNet | 30/12/2025 12:03

Via libera della Corte dei conti all’Accordo collettivo nazionale per la medicina generale. Fimmg chiede l’intesa immediata in Stato-Regioni per rendere operative le nuove regole.

La certificazione positiva della Corte dei conti sull’ipotesi di Accordo collettivo nazionale (ACN) per i Medici di medicina generale, relativo al triennio 2022-2024, apre ora la fase conclusiva dell’iter istituzionale. L’intesa si attende in Conferenza Stato-Regioni, già nella prima seduta utile del 15 gennaio, per rendere operative le nuove regole che incidono sull’organizzazione dell’assistenza territoriale.

Che cos’è l’ACN e perché è centrale

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L’Accordo collettivo nazionale disciplina i rapporti convenzionali tra il Servizio sanitario nazionale e i medici di medicina generale, definendo assetti organizzativi, funzioni, strumenti operativi e trattamento economico. Si tratta di uno snodo cruciale per l’assistenza territoriale, soprattutto in una fase segnata da carenza di professionisti, aumento delle cronicità e pressione sulle liste d’attesa.

Il via libera della Corte dei conti certifica la sostenibilità dell’impianto dell’accordo, superando la fase tecnica e rendendo possibile il passaggio alla decisione politica.

Il passaggio in Stato-Regioni

Secondo la FIMMG, l’approvazione dell’ACN in Conferenza Stato-Regioni rappresenta un atto ormai dovuto. L’intesa consentirebbe di rendere esigibili le nuove regole previste dall’accordo e di attivare immediatamente il lavoro per la definizione dell’Atto di Indirizzo 2025-2027, necessario per il prossimo ciclo contrattuale.

Il tema non è solo procedurale: dall’ACN dipende la capacità del sistema di rendere effettivo il rafforzamento dell’assistenza territoriale, affidata in larga parte alla medicina generale.

Organizzazione del territorio e attrattività della professione

Nel dibattito sulla riforma del territorio, l’ACN viene letto anche come uno strumento per rendere più attrattiva una professione che, secondo i sindacati, rischia ulteriormente di perdere appeal. La definizione di una retribuzione di base coerente con i fondi stanziati per il pubblico impiego - e la possibilità di introdurre incentivi aggiuntivi nelle prossime manovre finanziarie - vengono indicati come elementi chiave per garantire la tenuta del sistema.

La medicina generale è infatti chiamata a sostenere un carico crescente legato alla gestione delle cronicità, al filtro sulle liste d’attesa e alla carenza di personale, senza che - stando alle organizzazioni di categoria - le risorse messe in campo risultino sempre sufficienti a soddisfare le aspettative istituzionali.

Le posizioni della FIMMG

Per il segretario generale della FIMMG, Silvestro Scotti, il via libera della Corte dei conti "consente di superare la fase tecnica" e impone ora una scelta politica: "rendere esigibili le nuove regole e i nuovi strumenti previsti dall’ACN, che incidono sull’organizzazione dell’assistenza territoriale e sulla capacità del Servizio sanitario di rispondere ai bisogni dei cittadini".

Scotti sottolinea inoltre l’urgenza di approvare l’accordo per avviare quanto prima il percorso verso il nuovo atto di indirizzo, auspicando che si possa chiudere il nuovo ACN entro l’estate e rendere più attrattiva una professione che, in assenza di correttivi, "rischia di scomparire con conseguenze per la tenuta del SSN".

Un nodo di politica sanitaria

Nel contesto attuale, la FIMMG ribadisce infine il malcontento già espresso insieme ad altre sigle della sanità territoriale e ospedaliera per una manovra economica giudicata ancora una volta poco attenta al lavoro e alla dignità professionale di chi opera nel SSN. La richiesta è quella di dare un segnale forte: piena efficacia agli accordi già costruiti e certificati evitare rinvii per quelli futuri.

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