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Braccio di ferro tra sindacato e Asp di Reggio Calabria sui farmaci gastroprotettori: contestazioni e diffide accendono il conflitto

Sanità regionale Redazione DottNet | 30/12/2025 12:36

Controversia tra il sindacato Usb e l’Asp di Reggio Calabria: i medici di medicina generale contestano le sanzioni sul superamento dei tetti di spesa per i farmaci gastroprotettori. Al centro il rispetto delle linee guida Aifa e il diritto alla salute

La sanità calabrese è al centro di un acceso conflitto tra i medici di medicina generale e l'Asp di Reggio Calabria. L'Usb Sanità Calabria ha notificato una diffida formale alla Direzione Generale dell'Azienda Sanitaria Provinciale, chiedendo l'immediata sospensione delle oltre 200 contestazioni che l'Asp intende inviare ai medici di medicina generale per il presunto superamento dei tetti di spesa relativi ai farmaci gastroprotettori.

Secondo il sindacato, le contestazioni non solo sarebbero ingiustificate, ma rappresenterebbero anche un abuso di potere amministrativo, con criteri distaccati dalla realtà clinica del territorio reggino. Il sindacato sostiene che l'Asp ha utilizzato criteri meramente contabili e statistici, senza considerare le necessità cliniche dei pazienti. Inoltre, le comunicazioni sulle presunte anomalie sono arrivate troppo tardi, impedendo ai medici di agire tempestivamente per evitare il superamento dei tetti di spesa.

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Il conflitto ruota attorno ai farmaci gastroprotettori, tra cui gli inibitori della pompa protonica (IPP), essenziali nella prevenzione e nel trattamento di patologie come gastriti e ulcere gastriche. Questi farmaci sono riconosciuti come strumenti indispensabili per la protezione della mucosa gastrica, specialmente nei pazienti in trattamento con FANS (anti-infiammatori non steroidei) o che soffrono di acidità gastrica cronica. L'uso di questi farmaci è regolamentato dalle Note AIFA 1 e 48, che ne definiscono l'indicazione e l'appropriatezza.

L’Usb critica l'azione dell’Asp, accusandola di voler scaricare sui medici la responsabilità di scelte politiche e finanziarie relative ai tagli alla sanità pubblica, scelte che non hanno nulla a che fare con l’appropriatezza delle prescrizioni. Il sindacato ribadisce che l'uso dei gastroprotettori non è opzionale, ma una necessità clinica per la salute dei pazienti. "Colpire i medici che prescrivono questi farmaci in base alle necessità terapeutiche dei pazienti è una violazione dei diritti costituzionali alla salute", affermano i rappresentanti dell’Usb.

Inoltre, il sindacato contesta la tempistica delle notifiche, poiché le comunicazioni relative al secondo trimestre del 2025 sono arrivate solo recentemente, rendendo difficile per i medici prevenire il superamento dei tetti di spesa. Questo ritardo, secondo l’Usb, configura una violazione dei principi di affidamento legittimo e proporzionalità, con conseguenze giuridiche che potrebbero essere fatali per l’Asp in sede legale.

In risposta, l’Usb ha chiesto la sospensione immediata di tutti i procedimenti in corso, l’apertura di un tavolo tecnico trasparente e paritetico con l’Asp e la cessazione di tutte le iniziative intimidatorie nei confronti dei medici di medicina generale. Il sindacato sottolinea che, piuttosto che perseguire una logica di repressione amministrativa, sarebbe necessario un approccio più equilibrato, che riconosca la responsabilità dei medici nel rispettare le linee guida terapeutiche, pur affrontando le sfide di un sistema sanitario sotto finanziato.

Il conflitto, che ha preso piede in un momento critico per la sanità calabrese, solleva interrogativi sulla gestione della spesa pubblica in sanità e sulla tutela del diritto alla salute. La disputa tra amministrazione pubblica e professionisti della salute si inserisce in un contesto più ampio, fatto di riforme sanitarie e cambiamenti legislativi, che mettono a dura prova i medici e le strutture sanitarie di fronte a un sistema sanitario sempre più sotto pressione.

In questa partita, il rispetto delle linee guida AIFA, la gestione responsabile della spesa e la protezione dei diritti dei pazienti sembrano essere in gioco, mentre il sindacato Usb chiede un confronto più trasparente e giusto per garantire una sanità davvero a misura di cittadino.

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