
Le osservazioni della Conferenza: servono intesa Stato-Regioni e copertura finanziaria integrale.
La riforma dei Livelli essenziali delle prestazioni rischia di diventare un nuovo "casus belli" istituzionale tra Stato e Regioni. È quanto si desume dalla lettura delle osservazioni scritte e approvate dalla Conferenza delle Regioni e trasmesse alla Commissione Affari costituzionali del Senato sul disegno di legge delega per la determinazione dei Lep.
Nel documento, le Regioni richiamano il rispetto dei principi costituzionali e del metodo della leale collaborazione, che verrebbe meno in assenza di un coinvolgimento adeguato dei livelli territoriali nel processo legislativo.
"Serve un coinvolgimento pieno delle Regioni"
"I Lep, pur essendo di competenza esclusiva statale, incidono prevalentemente su materie di competenza concorrente, la cui attuazione grava sulle Regioni", sottolinea la Conferenza, evidenziando la necessità che i provvedimenti attuativi della legge delega siano sottoposti non a un semplice parere, ma allo strumento dell’intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni.
Secondo le Regioni, solo l’intesa garantirebbe un coinvolgimento sostanziale e non formale, coerente con il riparto costituzionale delle competenze.
Il nodo finanziario come linea di confine
Il punto politicamente più sensibile resta quello delle risorse. Nel documento, la Conferenza torna a ribadire una posizione già espressa in occasione della discussione sulla Legge di Bilancio 2026: i Lep, una volta definiti, devono essere integralmente finanziati dallo Stato.
"Non è ammissibile trasferire funzioni senza risorse, né tantomeno scaricare gli oneri derivanti sui bilanci regionali", affermano le Regioni, richiamando una giurisprudenza costituzionale che lega in modo inscindibile l’attribuzione delle funzioni alla copertura finanziaria.
Il rischio evocato è quello di una riforma che, anziché ridurre i divari territoriali, finisca per accentuarli, esponendo le amministrazioni regionali a oneri non sostenibili.
Lep e divari territoriali
Nel ragionamento della Conferenza, la questione dei Lep non è solo tecnica, ma strutturalmente politica. Senza una chiara assunzione di responsabilità finanziaria da parte dello Stato e senza un coinvolgimento pieno delle Regioni, il sistema dei Lep rischia di rimanere sulla carta.
Solo "attraverso un rispetto sostanziale del principio di leale collaborazione", si legge nel documento, sarà possibile costruire un impianto realmente capace di ridurre i divari territoriali nell’accesso alle prestazioni.
Un passaggio chiave per la riforma istituzionale
Le osservazioni delle Regioni arrivano in una fase delicata del confronto sui Lep e si inseriscono in un contesto più ampio di ridefinizione dei rapporti tra Stato e autonomie. Il messaggio politico è chiaro: senza intesa e senza risorse, la delega rischia di diventare un trasferimento di responsabilità privo delle condizioni per essere attuato.
Un segnale che il Governo difficilmente potrà ignorare, se l’obiettivo dichiarato resta quello di garantire livelli essenziali realmente esigibili su tutto il territorio nazionale.
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