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Quando il teatro cura l’anima: i pazienti del Pascale portano in scena Edoardo

Sanità pubblica Redazione DottNet | 14/01/2026 13:06

Pazienti e operatori del Pascale vivono il teatro come strumento di cura e condivisione emotiva.

Il palcoscenico come spazio di incontro, di cura e di umanità condivisa. Queste le premesse dello spettacolo teatrale nato all’interno de "I Laboratori dell’Anima", il percorso promosso dall’Istituto dei tumori di Napoli. I protagonisti sono i pazienti oncologici e operatori sanitari uniti dalla forza espressiva e dalla passione per il teatro.

Lo spettacolo si intitola "Un Natale in più" e propone una serie di brani estrapolati dal teatro classico napoletano, con testi di Eduardo De Filippo e passaggi della celebre Cantata dei Pastori. Questi sono reinterpretati e messi in scena sotto la direzione di Mario Brancaccio, attore e regista professionista con un passato da paziente e da alcuni mesi uno dei "maestri" dei Laboratori. 

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Il teatro come spazio di condivisione tra pazienti e operatori

La compagnia teatrale è composta da persone che, ogni giorno, vivono l’esperienza della malattia, con la collaborazione di infermieri e operatori sanitari. Lo spettacolo si terrà giovedì 15 gennaio 2026 alle ore 20.00, nell’Atrio delle Trentatrè, nel cuore storico di Napoli.

In scena i neo attori Antonio Borriello, Sonia Cigliano, Anna De Luca, Paola Gargiulo, Stella Matrone, Vincenzo Santoro, Gennaro Massimino, Patrizio Pipola e Alessandro Spirito, seguiti dai maestri concertatori Michele Bonè e Gennaro Esposito.

L’ingresso nel teatro è gratuito fino a esaurimento posti disponibili. Al centro dello spettacolo un messaggio importante: la capacità di saper rendere la cultura e l’arte, parte integrante del progetto di guarigione.

I Laboratori dell’Anima: arte e creatività al servizio della cura

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto dei Laboratori dell’Anima, promossi dalla Psiconcologia del Pascale, diretta da Daniela Barberio, che utilizza linguaggi artistici come il teatro, la fotografia, la biodanza e la pittura come strumenti espressivi e di supporto terapeutico. 

Barberio ha spiegato: "L’obiettivo è offrire ai pazienti la possibilità di raccontarsi, di dare voce al proprio mondo emotivo e di ritrovare un nuovo slancio vitale. Questi laboratori nascono sulla base delle evidenze delle neuroscienze, che riconoscono alle esperienze emotivamente positive e al coinvolgimento affettivo un ruolo fondamentale nella promozione della salute.

Le performance teatrali, in particolare, creano uno spazio alternativo alla dimensione clinica, dove pazienti e operatori possono incontrarsi in una relazione più autentica, umana e paritaria".

I laboratori rappresentano dunque un luogo di condivisione e inclusione che segue tutto il percorso di cura. In contemporanea al Pascale è in corso un progetto di ricerca finalizzato alla valutazione dell’impatto di queste attività sul benessere psicofisico dei partecipanti e sull’andamento della malattia, con l’obiettivo di integrare sempre di più l’arte nei percorsi di cura.

Il direttore generale dell’Irccs partenopeo in merito ai nuovi progetti ha dichiarato: "Questo spettacolo rappresenta in modo autentico la visione del nostro Istituto: una cura che mette al centro la persona nella sua interezza, non solo la malattia. Con i Laboratori dell’Anima vogliamo offrire ai nostri pazienti spazi in cui potersi esprimere, ritrovare energie emotive e sentirsi parte attiva di una comunità.

Il coinvolgimento congiunto di pazienti e operatori sanitari in un’esperienza artistica e relazionale come il teatro rafforza il legame umano alla base della cura e contribuisce a costruire un modello di sanità sempre più inclusivo".

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