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Conservanti alimentari, aumentano i rischi di diabete e tumori

Oncologia Redazione DottNet | 14/01/2026 17:53

Due studi francesi su oltre 100.000 adulti associano un elevato consumo di conservanti alimentari a un aumento del rischio di cancro e diabete di tipo 2.

Un elevato consumo di conservanti alimentari, ampiamente utilizzati in cibi e bevande industriali, è associato a un aumento del rischio di cancro e diabete di tipo 2. È quanto emerge da due studi condotti dall’Inserm di Parigi su oltre 100.000 adulti, pubblicati sul British Medical Journal e su Nature Communications.

Le ricerche si basano su una vasta mole di dati raccolti tra il 2009 e il 2023, che includono informazioni dettagliate sui consumi alimentari, con l’indicazione dei prodotti e delle marche, permettendo di valutare con precisione l’esposizione ai diversi conservanti. Questi additivi si suddividono in conservanti in senso stretto e antiossidanti e sono identificabili sulle confezioni con i codici europei da E200 a E299 e da E300 a E399.

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Conservanti e rischio di cancro

Nel primo studio, coordinato da Mathilde Touvier, sono stati analizzati i dati di 105.260 partecipanti. Durante il periodo di osservazione, 4.226 persone hanno ricevuto una diagnosi di cancro, di cui 1.208 tumori al seno, 508 alla prostata, 352 colorettali e 2.158 altri tipi di tumore.

L’analisi ha evidenziato che il consumo totale di conservanti è associato a un aumento dell’incidenza complessiva di cancro, in particolare del tumore della mammella. In particolare, i sorbati risultano associati a un incremento del 14% del rischio complessivo di cancro e del 26% del rischio di tumore al seno. I solfiti sono collegati a un aumento del 12% del rischio complessivo, mentre il metabisolfito di potassio è associato a un incremento dell’11% dell’incidenza totale e del 20% del tumore al seno. Il nitrito di sodio risulta correlato a un aumento del 32% del rischio di cancro alla prostata, mentre il nitrato di potassio è associato a un aumento del rischio complessivo del 13% e del 22% per il tumore al seno. Gli acetati mostrano un incremento del rischio di cancro in generale del 15% e del 25% per il tumore al seno, mentre l’acido acetico è associato a un aumento del 12% del rischio complessivo.

Conservanti e diabete di tipo 2

Il secondo studio ha messo in evidenza un’associazione tra consumo di conservanti e aumento dell’incidenza del diabete di tipo 2. Un’assunzione più elevata di conservanti in generale è risultata associata a un incremento del rischio del 47%, mentre i conservanti non antiossidanti e gli additivi antiossidanti sono stati associati rispettivamente a un aumento del 49% e del 40%.

Si tratta dei primi due studi al mondo a indagare in modo sistematico il legame tra consumo di conservanti alimentari e incidenza di cancro e diabete di tipo 2. Secondo gli autori, i risultati sono coerenti con dati sperimentali che suggeriscono effetti potenzialmente nocivi di molti di questi composti.

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