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Superamento delle incompatibilità dei medici, le reazioni dei sindacati

Dalla Cimo-Fesmed sostegno alla proposta di Forza Italia sul superamento delle incompatibilità, mentre Anaao chiede garanzie e un confronto strutturato con i professionisti.
Sanità pubblica

La proposta di superamento delle incompatibilità per i medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale, presentata da Forza Italia con il sostegno del ministro della Salute Orazio Schillaci, trova il favore di Cimo-Fesmed, che la considera un passaggio coerente con l’esigenza di rendere più flessibile l’organizzazione del lavoro medico e di aumentare l’offerta di prestazioni per i cittadini.

Secondo il presidente Guido Quici, consentire ai medici ospedalieri di svolgere attività professionale anche in altre strutture sanitarie, pubbliche o private convenzionate, al di fuori dell’orario di servizio, permetterebbe di ampliare l’offerta complessiva senza intaccare il rapporto di lavoro con il servizio pubblico.

Un punto che, nella lettura del sindacato, avrebbe un impatto diretto sulla riduzione delle liste d’attesa e potrebbe contribuire a rendere più attrattivo il lavoro nella sanità pubblica, contrastando la fuga dei professionisti più giovani verso il privato puro o verso l’estero.

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Cimo-Fesmed sottolinea inoltre l’importanza di mantenere l’indennità di esclusività anche in presenza di una maggiore libertà di esercizio professionale, collocando la proposta all’interno di una strategia più ampia di valorizzazione della professione medica all’interno del SSN.

Anaao Assomed: servono regole chiare e tutele per i professionisti

Più prudente la posizione di Anaao Assomed, che chiede un’analisi approfondita della proposta e un coinvolgimento diretto dei professionisti prima di qualsiasi intervento normativo. Il segretario nazionale Pierino Di Silverio mette in guardia dal rischio che una semplice abolizione delle incompatibilità, non accompagnata da una riscrittura complessiva delle regole, possa tradursi in una deregulation dannosa per i medici e per il sistema.

Secondo Anaao, il tema delle incompatibilità non può essere affrontato in modo isolato, ma va inserito in una riforma più ampia che tocchi nodi strutturali come la flessibilità dell’intramoenia, le carriere e l’organizzazione dell’orario di lavoro, oggi ritenuta eccessivamente rigida. Tra le priorità indicate dal sindacato rientra anche la definizione del ruolo della dirigenza speciale, considerato un passaggio necessario per garantire equilibrio tra libertà professionale e tutela del servizio pubblico.

Anaao chiarisce che il proprio sostegno al progetto di legge sarebbe possibile solo nel caso in cui questi elementi venissero esplicitamente inclusi nel disegno di legge delega e accompagnati da un confronto reale con le parti sociali, a partire dalle organizzazioni sindacali.

Un confronto ancora aperto sul modello di sanità pubblica

Le reazioni dei sindacati restituiscono un quadro articolato, in cui il superamento delle incompatibilità viene visto da alcuni come un’opportunità immediata per aumentare l’offerta sanitaria e da altri come un intervento che richiede cautela e una revisione complessiva delle regole del lavoro medico. Il nodo resta quello di conciliare maggiore flessibilità professionale, tutela dei medici e salvaguardia del servizio pubblico, evitando che una misura pensata per ridurre le liste d’attesa produca effetti distorsivi sull’organizzazione della sanità.

Il confronto annunciato dal ministro Schillaci con le parti sociali rappresenterà quindi un passaggio decisivo per capire se la proposta potrà tradursi in una riforma condivisa o se resterà terreno di scontro tra visioni diverse del ruolo della professione medica nel Servizio sanitario nazionale.

Sanità pubblica
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