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Riforma delle professioni sanitarie, la FNO TSRM PSTRP chiede pari dignità e meno burocrazia

Sanità pubblica Redazione DottNet | 22/01/2026 11:03

Audizione in Commissione Affari sociali alla Camera sul disegno di legge delega per la riforma delle professioni sanitarie. La FNO TSRM PSTRP chiede equità, semplificazione e piena attuazione delle norme vigenti.

Nel percorso di riforma delle professioni sanitarie avviato dal Governo, il tema dell’equilibrio tra i diversi profili del Servizio sanitario nazionale torna al centro del confronto parlamentare. Audito dalla XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, il presidente della FNO TSRM PSTRP, Diego Catania, ha illustrato le osservazioni della Federazione sul disegno di legge delega in discussione.

Il punto di partenza è una richiesta di principio: valorizzare tutte le professioni che operano nel SSN evitando nuove o vecchie sperequazioni.

"Valorizzare e trattare in modo equilibrato tutte le professioni che operano all’interno del Servizio sanitario nazionale, al fine di garantirne pari riconoscimenti sia sul piano sociale che su quello economico", ha affermato Catania, richiamando la necessità di un approccio complessivo e non settoriale alla riforma.

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Equità tra le professioni e riconoscimento del ruolo nel SSN

Nel suo intervento, il presidente della Federazione ha ribadito che il riordino delle professioni sanitarie non dovrebbe produrre nuove gerarchie implicite o differenziazioni non giustificate. L’obiettivo dichiarato è prevenire squilibri tra le diverse aree professionali, in una fase storica in cui il sistema sanitario è già sotto pressione da carenze di personale e crescente complessità assistenziale.

"Vogliamo evitare sperequazioni tra le professioni del comparto e chiediamo pari dignità, affinché anche i nostri professionisti possano essere riconosciuti e incentivati nelle loro attività quotidiane", ha aggiunto Catania, collocando come condizione per la tenuta del SSN nel medio periodo.

Formazione continua e ruolo degli Ordini

Un altro tema centrale riguarda la formazione continua. Secondo Catania, l’attuale sistema ECM necessita di una revisione che tenga conto sia delle esigenze dei professionisti sia del ruolo svolto dagli Ordini come provider, spesso impegnati nell’erogazione gratuita di corsi.

La questione viene posta come elemento strutturale della qualità dell’assistenza, più che come adempimento formale. Un sistema di aggiornamento eccessivamente rigido rischia infatti di tradursi in un obbligo burocratico, anziché in uno strumento di reale crescita professionale.

Ordini professionali e semplificazione amministrativa

Nel corso dell’audizione è emersa anche la richiesta di una sburocratizzazione degli Ordini, affinché possano esercitare una funzione realmente sussidiaria. Catania ha indicato la necessità di eliminare incombenze non sempre funzionali al buon funzionamento del sistema, riconducendo alcune competenze a livello centrale.

Tra gli esempi citati figura la valutazione dei titoli esteri, oggi in capo al ministero della Salute. La semplificazione amministrativa viene così letta come strumento per liberare risorse e competenze, e non come semplice riduzione degli adempimenti.

Equo compenso e libera professione

Nel suo intervento, il presidente della Federazione ha poi ribadito la necessità di dare piena e concreta attuazione alla normativa vigente sull’equo compenso, in particolare a tutela dei professionisti sanitari che operano in regime di libera professione. "Un principio che deve trovare applicazione concreta, non solo formale", ha osservato Catania, richiamando l’attenzione su un tema che incrocia dignità professionale e sostenibilità delle prestazioni.

Lauree magistrali, orientamento e carriere

Tra le proposte avanzate nella memoria depositata alla Camera rientra la richiesta di attivare lauree magistrali a indirizzo clinico per le professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. A questo si affianca l’esigenza di rafforzare le politiche di orientamento rivolte agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, per rendere più attrattivi i percorsi universitari delle professioni sanitarie.

Il tema viene inserito in una riflessione più ampia sulla programmazione del personale, in un contesto segnato da cambiamenti demografici e da una crescente domanda di competenze specialistiche.

Regolamenti attuativi e ruolo della Federazione

In chiusura dell’audizione, Catania ha sollecitato l’emanazione del regolamento sugli Ordini e sulle Federazioni nazionali, già previsto dalla Legge 3 del 2018, e una revisione della CCEPS per renderne più agile il funzionamento.

Ha infine confermato la disponibilità della Federazione a supportare i lavori parlamentari non solo nella fase di discussione del disegno di legge delega, ma anche nella successiva elaborazione dei decreti legislativi attuativi, attraverso il coinvolgimento delle Commissioni di albo nazionali. "Il nostro obiettivo è contribuire alla costruzione di un sistema efficiente, attrattivo e capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute, in coerenza con i rapidi mutamenti demografici e sociali della popolazione", ha concluso.

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