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Ricerca oncologica indipendente, nasce un nuovo fronte comune

Associazioni Redazione DottNet | 06/02/2026 12:13

Fondazione Veronesi e FICOG uniscono le competenze per colmare i bisogni clinici ancora irrisolti nei tumori più difficili

Un’alleanza strategica per rilanciare la ricerca clinica indipendente in oncologia e contrastare la progressiva riduzione degli studi no profit in Italia. È l’obiettivo dell’accordo pluriennale siglato tra Fondazione Umberto Veronesi ETS e FICOG – Federazione dei gruppi oncologici cooperativi italiani, che punta a sostenere nuovi progetti di ricerca su neoplasie caratterizzate da prognosi sfavorevole e opzioni terapeutiche limitate.

Negli ultimi quindici anni, il numero di studi clinici non sponsorizzati dall’industria farmaceutica ha subito un drastico ridimensionamento: tra il 2009 e il 2023 il calo è stato del 57%, e oggi queste sperimentazioni rappresentano appena il 17% del totale. Una criticità che incide direttamente sulla possibilità di esplorare strategie terapeutiche alternative, sequenziali o di combinazione, spesso escluse dagli studi registrativi.

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L’intesa tra le due realtà nasce proprio per rispondere a questo vuoto strutturale. Fondazione Veronesi, da oltre vent’anni impegnata nel finanziamento della ricerca oncologica, e FICOG, che riunisce 18 gruppi cooperativi e circa 200 strutture cliniche attive sul territorio nazionale, mettono in comune risorse, know-how e reti scientifiche per favorire studi guidati dai reali bisogni dei pazienti.

Il primo progetto sostenuto dall’accordo riguarda il tumore del pancreas in fase avanzata, una delle neoplasie a più bassa sopravvivenza. In Italia colpisce ogni anno circa 13.500 persone e presenta tassi di sopravvivenza a cinque anni ancora inferiori al 15%. Una scelta non casuale: si tratta di una patologia in cui l’urgenza di nuove opzioni terapeutiche è particolarmente elevata e dove la ricerca indipendente può generare conoscenze utili per la pratica clinica.

L’alleanza prevede che ogni anno venga individuata una specifica area oncologica su cui attivare un bando di ricerca clinica no profit, garantendo non solo il supporto economico, ma anche quello organizzativo e metodologico. La crescente complessità dei trial richiede infatti figure professionali dedicate – data manager, infermieri di ricerca, biostatistici – e un coordinamento efficace tra università, ospedali e IRCCS.

In un contesto in cui solo circa il 30% della ricerca accademica italiana è sostenuto da fondi pubblici, contro percentuali ben più alte in altri Paesi europei e negli Stati Uniti, l’accordo tra Fondazione Veronesi e FICOG rappresenta un modello di collaborazione orientato alla sostenibilità della ricerca indipendente e alla produzione di evidenze scientifiche capaci di incidere concretamente sulla qualità e sulla prospettiva di vita dei pazienti oncologici.

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