
La Fondazione Enpam ha comunicato le aliquote contributive da applicare alle prestazioni in convenzione per l’annualità 2026. Dopo la riforma del 2013, che ha previsto, a decorrere dal 1° gennaio 2015, l’innalzamento progressivo delle aliquote, si può dire che, per la quasi totalità delle gestioni, la percentuale del prelievo sui compensi è ormai giunta a regime, ed è quindi invariata rispetto allo scorso anno.
Con la consueta nota inviata alle Aziende del Servizio Sanitario Nazionale, la Fondazione Enpam ha comunicato le aliquote contributive da applicare alle prestazioni in convenzione per l’annualità 2026. Dopo la riforma del 2013, che ha previsto, a decorrere dal 1° gennaio 2015, l’innalzamento progressivo delle aliquote, si può dire che, per la quasi totalità delle gestioni, la percentuale del prelievo sui compensi è ormai giunta a regime, ed è quindi invariata rispetto allo scorso anno.
Nel dettaglio, questo è il quadro delle aliquote fissate per il 2026.
Gestione dei medici di medicina generale.
Gestione Specialisti ambulatoriali.
Gestione degli Specialisti esterni accreditati.
Per quanto riguarda gli specialisti della branca a prestazione (si tratta ad esempio degli specialisti operanti nella fisioterapia e nei laboratori di analisi), la delibera n. 64/2022 del CdA dell’Enpam ha previsto l’innalzamento progressivo delle aliquote contributive a loro carico. In particolare, l’aliquota sta subendo un incremento di due punti percentuali ogni anno, a partire dal 2023, per arrivare nel 2027 al 26%, uniformandosi, quindi, all’aliquota prevista per gli specialisti delle branche a visita (ad esempio oculisti, ginecologi, ecc.).
Si tratta di un incremento che porterà comunque alla gestione benefici piuttosto limitati, dato il numero assai ridotto di professionisti che rientrano nella categoria interessata.
Nella nota, la Fondazione fa presente che per i versamenti relativi a competenze di anni precedenti, dovrà in ogni caso essere applicata l’aliquota in vigore nell’anno di riferimento.
Se il medico o l’odontoiatra dipendente, a 65 anni di età, ha raggiunto il diritto alla pensione (cioè ha 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva più tre mesi di finestra se uomo e 41 anni e 10 mesi se donna), deve essere collocato a riposo
Quando ad essere accentrati sono periodi contributivi particolarmente lunghi, il costo può diventare importante e divenire un deterrente spesso insuperabile
L’integrazione, in Enpam, è curata dal Servizio Trattamento Giuridico e Fiscale delle Prestazioni, dell’Area della Previdenza.
Il cedolino è già disponibile, mentre i pagamenti partiranno a inizio mese
Commenti