
Il Cnop scrive alla presidente della Commissione Giustizia: “Il consenso è il perno della tutela”. Rischio di spostare il focus sulla vittima.
Il Comitato Pari Opportunità del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (Cnop) chiede di reintrodurre il riferimento esplicito al consenso nel disegno di legge sulla violenza sessuale. In una lettera indirizzata alla presidente della Commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, il Comitato avverte che l’impianto attuale, centrato su dissenso o volontà contraria, può indebolire la tutela e produrre un arretramento culturale.
L’appello del Cnop alla Commissione Giustizia
"Il consenso non è un dettaglio linguistico, ma il perno della tutela contro la violenza sessuale e va rimesso esplicitamente al centro della legge", scrive il Comitato Pari Opportunità del Cnop nella lettera inviata a Bongiorno. Il punto, sottolineano gli psicologi, non è nominalistico: "Le parole nel diritto orientano la prova e la valutazione dei fatti". Per questo, avvertono, "spostare il baricentro sul ‘ha detto no?’ invece che sul ‘c’era un sì libero, attuale e volontario?’ rischia di riportare l’attenzione sulla condotta della vittima".
Convenzione di Istanbul e standard sovranazionali
Nel documento, la presidente del Cnop Maria Antonietta Gulino e la referente del Comitato Pari Opportunità Francesca Schir richiamano la Convenzione di Istanbul, che definisce la violenza sessuale come atto non consensuale e chiarisce che il consenso deve essere "dato volontariamente, come libera manifestazione della volontà, valutata nel contesto concreto". In questa cornice, spiegano, "rimettere il consenso al centro non significa rovesciare le garanzie costituzionali, ma ricondurre la norma al suo nucleo: gli atti sessuali sono leciti solo se fondati su una volontà libera e volontariamente espressa".
Il nesso con prevenzione, salute mentale e contesto digitale
La presa di posizione degli psicologi si inserisce in una riflessione più ampia sulle determinanti del benessere psicologico e sulla prevenzione dei diversi tipi di violenza, come quella tra coetanei o quella digitale. La definizione dei confini, la cultura del rispetto e la capacità di riconoscere la volontà dell’altro sono aspetti che incidono su come i comportamenti vengono compresi, nominati e contrastati.
La richiesta: reintrodurre il consenso come criterio cardine
La richiesta rivolta alla Commissione Giustizia è di intervenire sul testo per "reintrodurre esplicitamente il riferimento al consenso come criterio cardine" e garantire un impianto "coerente con gli standard sovranazionali, senza arretramenti culturali".
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