|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Farmaci, 359 registri attivi: la vera partita è la governance dei dati

In Italia 359 registri Aifa. FOCE rilancia la Real-World Evidence per valutare valore terapeutico, sostenibilità e accesso ai farmaci innovativi.
Sanità pubblica

In Italia sono oggi attivi 359 registri di monitoraggio dei farmaci presso l’Agenzia Italiana del Farmaco. Un numero che segnala la capacità del sistema regolatorio di raccogliere dati sull’uso reale delle terapie, ma che solleva una questione più ampia: l’Italia è in grado di trasformare questa mole di informazioni in uno strumento strutturale di politica sanitaria?

Il tema è stato al centro del convegno promosso alla Camera dalla FOCE, dedicato alla Real-World Evidence (RWE) e al suo ruolo nel framework regolatorio e nella gestione delle cronicità. Temi di grande attualità, anche per la cronaca di questi giorni.

pubblicità

Registri Aifa: un primato quantitativo da rendere strategico

Dei 359 registri attivi, 143 riguardano terapie oncologiche, 88 trattamenti onco-ematologici e 9 farmaci cardiovascolari. Si tratta di strumenti nati per monitorare appropriatezza prescrittiva, aderenza ai criteri di rimborsabilità, efficacia e sicurezza nella pratica clinica.

Il numero è rilevante in termini europei. Tuttavia, la loro distribuzione su base regionale e la frammentazione dei flussi informativi pongono un problema di integrazione. Senza interoperabilità tra registri, dati amministrativi e fascicolo sanitario elettronico, il rischio è che il patrimonio informativo resti sottoutilizzato.

La questione, infatti, si sposta dall’acquisizione del dato alla capacità di metterlo a sistema. Un punto nevralgico nella transizione verso la sanità digitale.

Trial registrativi e pazienti reali: il gap da colmare

"Gli studi di Real World sono importanti anche per supportare le decisioni di politica sanitaria", ha affermato Francesco Cognetti, presidente di FOCE. Il punto è noto ma spesso sottovalutato: i trial registrativi, soprattutto in oncologia, si basano su popolazioni selezionate, con criteri di inclusione stringenti.

Massimo Di Maio, presidente nazionale di Associazione Italiana di Oncologia Medica, ha ricordato che l’età media dei pazienti trattati nella pratica clinica supera di oltre cinque anni quella dei pazienti inclusi nei trial. Gli over 70, con comorbidità e politerapie, sono poco rappresentati negli studi randomizzati ma costituiscono una parte significativa della popolazione oncologica reale.

La RWE diventa quindi uno strumento per ridefinire il profilo beneficio-rischio delle terapie in condizioni meno "ideali" e più vicine alla pratica quotidiana.

Costo, valore e sostenibilità: il nodo politico

Il dibattito si inserisce in un momento delicato per la governance farmaceutica. La recente attenzione ministeriale sugli sforamenti dei tetti di spesa ha riacceso il confronto tra sostenibilità economica e accesso ai farmaci innovativi.

In questo contesto si colloca l’osservazione di Robert Nisticò, presidente di Aifa: "Sui nuovi farmaci spesso si affronta solo il tema del loro costo ma bisogna considerare anche i vantaggi che possono garantire le nuove e sempre più efficaci terapie".

La distinzione tra costo e valore non è semantica. È regolatoria. Se la spesa viene valutata solo in termini contabili, l’innovazione rischia di essere percepita come un fattore di squilibrio. Se invece viene misurata attraverso dati di esito, riduzione di complicanze, sopravvivenza e qualità di vita, la prospettiva cambia.

La Real-World Evidence può diventare l’anello di congiunzione tra sostenibilità e innovazione, fornendo dati aggiornati sull’impatto reale dei farmaci oltre la fase registrativa.

Infrastrutture digitali e responsabilità istituzionale

Gianluca Trifirò, professore ordinario di Farmacologia all’Università di Verona, ha richiamato la necessità di una vera infrastruttura nazionale dei dati sanitari. Le esperienze europee e statunitensi – dalle reti Darwin-EU promosse da EMA al programma Sentinel della FDA – dimostrano che la costruzione di ecosistemi interoperabili è una scelta strategica.

Per l’Italia il nodo resta il coordinamento tra Stato e Regioni. I 21 servizi sanitari regionali gestiscono flussi informativi spesso non integrati. Senza una regia nazionale, la produzione di RWE rischia di essere disomogenea e difficilmente utilizzabile nei processi regolatori centrali.

In un sistema che dispone già di centinaia di registri, la sfida non è incrementare ulteriormente la raccolta dati, ma trasformare le informazioni in evidenze solide, condivise e tempestive, capaci di orientare negoziazioni, rimborsabilità e percorsi di cura nelle principali patologie croniche.

Sanità pubblica
Commenti

I Correlati

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Uso compassionevole dei farmaci, cinque proposte per superare le disparità
Sanità pubblica
Uso compassionevole dei farmaci, cinque proposte per superare le disparità
Il progetto CURa propone procedure centralizzate, regole uniformi e continuità terapeutica. Aifa: semplificare la burocrazia mantenendo sicurezza e raccolta dei dati
Sanità, Anaao: "I dati Istat certificano la crisi del Ssn"
Sanità pubblica
Sanità, Anaao: "I dati Istat certificano la crisi del Ssn"
Di Silverio: medici sempre più anziani, carenza di personale e disuguaglianze territoriali richiedono investimenti, contratti competitivi e una nuova programmazione
Rapporto SDGs 2026, migliora la salute ma restano i divari
Sanità pubblica
Rapporto SDGs 2026, migliora la salute ma restano i divari
Aumentano gli anni vissuti in buona salute e cala la mortalità prematura. Restano criticità su accesso alle cure, vaccinazioni e differenze territoriali
Sanità, Istat: in 30 anni dimezzati i posti letto ospedalieri
Sanità pubblica
Sanità, Istat: in 30 anni dimezzati i posti letto ospedalieri
Dal 1996 al 2023 i posti letto sono scesi da 358 mila a 176 mila. Un calo che accompagna la trasformazione dell'assistenza, mentre invecchiano popolazione e personale sanitario

Siamo oltre 150.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.

Lorem Ipsum dolor sit amet faucibus in tincidunt.

Lorem Ipsum dolor sit amet

Lorem Ipsum dolor sit amet consectetur.