|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Robot indossabili migliorano la coordinazione motoria: uno studio internazionale su Science Robotics

Tecnologia e Innovazione

La robotica indossabile potrebbe aprire nuove prospettive nella collaborazione tra persone. Uno studio pubblicato sulla rivista Science Robotics mostra infatti che la connessione fisica mediata da robot indossabili è in grado di migliorare la coordinazione motoria tra individui impegnati in un’attività condivisa.

La ricerca è stata coordinata dall’Università Campus BioMedico di Roma nell’ambito del progetto europeo CONBOTS (“Connected through Robots”), finanziato dall’Unione Europea con circa 5 milioni di euro attraverso il programma Horizon 2020.

pubblicità

Al progetto hanno collaborato anche la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, lo spin-off IUVO, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, la Newcastle University nel Regno Unito e la Università di Gand in Belgio.

Esoscheletri per “connettere” i musicisti

Il team di ricerca ha sviluppato una coppia di esoscheletri indossabili per gli arti superiori capaci di rilevare i movimenti di due violinisti e trasmettere feedback di forza proporzionali alle differenze tra i loro gesti.

In questo modo i dispositivi consentono ai musicisti di percepire fisicamente i movimenti del partner, simulando una forma di contatto diretto anche quando i due esecutori non si toccano.

Lo studio è stato coordinato dal professor Domenico Formica e rappresenta uno dei primi esempi di robotica progettata per mediare la comunicazione fisica tra individui.

Il ruolo del feedback aptico

Il meccanismo alla base dell’esperimento è il cosiddetto feedback aptico, cioè la percezione tattile e delle forze fisiche.

Secondo i ricercatori, questo canale sensoriale consente di trasmettere informazioni sul movimento in modo diretto e immediato, permettendo alle persone di adattare i propri gesti in maniera quasi automatica.

Come spiega Francesco Di Tommaso, autore corrispondente dello studio, il sistema motorio umano è in grado di integrare queste informazioni in modo estremamente efficiente anche in persone altamente addestrate, come i musicisti professionisti.

Il test con violinisti amatoriali e professionisti

Il sistema è stato sperimentato con venti coppie di violinisti – dieci amatoriali e dieci professionisti – che hanno eseguito un brano musicale in quattro diverse condizioni sensoriali:

  • solo udito
  • udito e vista
  • udito e feedback aptico
  • udito, vista e aptica combinati

I partecipanti non avevano esperienza con gli esoscheletri e non sapevano di essere fisicamente connessi.

I risultati hanno mostrato che la presenza del feedback aptico migliorava significativamente la coordinazione dei movimenti: i musicisti sincronizzavano meglio la posizione degli archetti e allineavano con maggiore precisione i movimenti delle braccia.

In alcuni casi il contributo del feedback di forza si è dimostrato persino più efficace delle sole informazioni visive.

Applicazioni oltre la musica

Gli esoscheletri utilizzati nello studio sono stati progettati dal gruppo guidato dal professor Nicola Vitiello della Scuola Superiore Sant’Anna. Secondo i ricercatori, queste tecnologie potrebbero trovare applicazione in numerosi ambiti.

Tra i possibili scenari futuri vi sono:

apprendimento motorio collaborativo

allenamento sportivo o artistico

riabilitazione motoria con interazione tra terapista e paziente

Come sottolinea il musicologo Marc Leman dell’Università di Gand, la possibilità di percepire fisicamente i movimenti dell’altro potrebbe trasformare il modo in cui le persone collaborano in attività che richiedono un’elevata sincronizzazione.

Secondo il coordinatore dello studio, questa ricerca rappresenta un primo passo verso sistemi robotici capaci di connettere fisicamente gli individui, migliorando coordinazione, apprendimento e processi riabilitativi.

Tecnologia e Innovazione
Commenti

I Correlati

Riabilitazione neurologica, a Brebbia arriva l’esoscheletro robotico che aiuta i pazienti a tornare a camminare
Neurologia
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
UniBg brevetta una siringa con ago retrattile per ridurre il rischio biologico durante le iniezioni
Tecnologia e Innovazione
UniBg brevetta una siringa con ago retrattile per ridurre il rischio biologico durante le iniezioni
L'Università di Bergamo ottiene il brevetto unitario europeo per un nuovo dispositivo a iniezione multipla progettato per aumentare la sicurezza degli operatori sanitari e limitare le punture accidentali da ago.
Realtà virtuale e simulazione clinica: la formazione sanitaria entra in una nuova dimensione
Tecnologia e Innovazione
Realtà virtuale e simulazione clinica: la formazione sanitaria entra in una nuova dimensione
Le tecnologie immersive stanno ampliando le opportunità di addestramento per i professionisti sanitari, offrendo ambienti sicuri e controllati per lo sviluppo delle competenze cliniche.
STEM Olympiad, oltre 700 studenti da 54 Paesi all’Università Campus Bio-Medico di Roma per la finale mondiale
Tecnologia e Innovazione
STEM Olympiad, oltre 700 studenti da 54 Paesi all’Università Campus Bio-Medico di Roma per la finale mondiale
L’Ateneo romano ha ospitato la Grand Final della competizione internazionale dedicata alle discipline STEM, confermando la propria vocazione internazionale e un modello formativo che integra innovazione scientifica, tecnologia e cultura umanistica.
Intelligenza artificiale e medicina: la sfida è integrare l’innovazione senza perdere la centralità del medico
Tecnologia e Innovazione
Intelligenza artificiale e medicina: la sfida è integrare l’innovazione senza perdere la centralità del medico
Esperti, accademici e istituzioni riuniti a Catania per discutere il ruolo dell’IA nella pratica clinica. Dal confronto emerge una visione condivisa: gli algoritmi possono supportare diagnosi e decisioni, ma responsabilità, giudizio clinico e relazio

Siamo oltre 150.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.

Lorem Ipsum dolor sit amet faucibus in tincidunt.

Lorem Ipsum dolor sit amet

Lorem Ipsum dolor sit amet consectetur.