
Cantiere sempre aperto quello delle pensioni Enpam. Anche sul rateo di marzo sono diversi gli interventi che hanno interessato i percettori di trattamenti della Fondazione.
Il primo ha riguardato l’attivazione dell’acconto sull’addizionale comunale per il 2026. Quella dell’acconto è la terza trattenuta per addizionale, dopo quella dell’addizionale regionale e del saldo della comunale, che sono iniziate a gennaio e proseguiranno fino a novembre per 11 rate.
L'acconto dell'addizionale comunale IRPEF è invece pari al 30% dell'imposta dovuta, calcolata su aliquota e imponibile dell'anno precedente. Ai sensi dell’art. 1 del D.
Un’altra operazione effettuata con il pagamento di marzo riguarda una misura contenuta nella Legge di Bilancio per il 2025. Infatti, dal 1° gennaio 2025, le detrazioni IRPEF per figli a carico (fino a 950€) si interrompono dal mese successivo al compimento del 30° anno di età, a meno che non vi sia una disabilità accertata. Tuttavia, il figlio over 30 può restare "fiscalmente a carico" se possiede un reddito IRPEF inferiore a 2.840,51€, permettendo ai genitori di detrarre altre spese (sanitarie, universitarie) in sede di denuncia dei redditi.
Dunque, a marzo l’Enpam ha disposto la revoca d’ufficio delle detrazioni per figli a carico di età superiore a 30 anni, salvo i casi di disabilità previsti dalla legge, recuperando anche le eventuali detrazioni non dovute nei due mesi precedenti.
Oltre a questi interventi, che hanno comportato una riduzione degli importi netti delle pensioni, ce n’è stato però uno in favore dei pensionati. Com’è noto, la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha previsto una riduzione dell'aliquota IRPEF del secondo scaglione, dal 35% al 33%, per redditi tra 28.001 e 50.000 euro. La modifica è in vigore dal 1° gennaio 2026. L'obiettivo è supportare i redditi medi con un beneficio annuo stimato fino a 440 euro.
Ebbene, l’Enpam nella pensione di marzo ha effettuato la rideterminazione dell’imposta dovuta dall’inizio dell’anno, con conseguente eventuale conguaglio fiscale a credito. Nella migliore delle ipotesi, quindi (redditi annui lordi da pensione superiori a 50.000 euro), l’importo netto a marzo potrebbe aumentare di circa 110 euro, ovviamente ridotti dall’aumento dei prelievi precedentemente illustrati.
Si apprende da un comunicato stampa dell’Istituto che anche l’Inps effettuerà il medesimo conguaglio fiscale nella pensione di marzo. Si prospetta quindi una pensione più ricca per tutti i medici pensionati, sia pubblici che privati.
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