
Grazie alla collaborazione con Fondazione ANTHEM, nuovi strumenti diagnostici e intelligenza artificiale accelerano lo sviluppo di cure personalizzate.
Accelerare la ricerca clinica per rendere la medicina sempre più predittiva e personalizzata. È l’obiettivo della collaborazione tra IRCCS Istituto Clinico Humanitas, Humanitas University e Fondazione ANTHEM, che a meno di due anni dall’avvio conta già 19 progetti attivi in ambito cardiovascolare, neurologico, oncologico e respiratorio.
I risultati preliminari sono stati presentati durante un evento dedicato all’innovazione in imaging avanzato e intelligenza artificiale ospitato presso l’ateneo di Pieve Emanuele.
Tecnologie avanzate per diagnosi più precise
Tra gli strumenti introdotti grazie ai fondi del progetto figurano una TAC a conteggio di fotoni (Photon-Counting CT) e una risonanza magnetica a 3 Tesla, tecnologie in grado di migliorare significativamente la qualità delle immagini diagnostiche, riducendo al tempo stesso esposizione e tempi di esame.
A queste si affianca una stampante 3D installata nel laboratorio di innovazione, utilizzata per creare modelli che simulano tessuti cardiaci e cerebrali in condizioni fisiologiche e patologiche, con l’obiettivo di sviluppare e validare nuovi protocolli diagnostici.
Secondo Luigi Maria Terracciano, direttore scientifico dell’istituto e rettore di Humanitas University, l’integrazione tra ricerca multidisciplinare e collaborazione pubblico-privato rappresenta un elemento chiave per tradurre rapidamente l’innovazione in benefici concreti per i pazienti.
Ricerca clinica multidisciplinare
Il progetto ANTHEM, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano nazionale complementare al PNRR, coinvolge oltre 350 ricercatori e numerosi partner tra università, ospedali e centri di ricerca.
Come sottolinea Stefano Paleari, presidente della fondazione, l’obiettivo è accelerare lo sviluppo di tecnologie innovative e favorirne l’applicazione nella pratica clinica attraverso una rete collaborativa tra istituzioni scientifiche e sistema sanitario.
Dall’imaging cardiaco all’intelligenza artificiale
Tra i principali filoni di studio figurano nuovi biomarcatori di imaging per la malattia coronarica, tecniche avanzate di neuroimaging per il monitoraggio dei tumori cerebrali, applicazioni di reti neurali per la classificazione automatica delle lesioni tumorali e metodi per l’identificazione precoce della fibrosi polmonare.
Per Letterio Politi, responsabile dell’area neuroradiologica, l’approccio multidisciplinare che coinvolge clinici, fisici, ingegneri biomedici ed esperti di intelligenza artificiale consente di sviluppare soluzioni integrate e percorsi terapeutici sempre più personalizzati.
Ad oggi, le attività di ricerca hanno già coinvolto circa 700 pazienti, oltre a professionisti sanitari e ricercatori reclutati nell’ambito del progetto, confermando il ruolo crescente delle tecnologie avanzate nel migliorare diagnosi, monitoraggio e trattamento delle patologie complesse.
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