
L’eccesso di peso è tra le principali cause della malattia renale cronica, spesso silenziosa ma oggi prevenibile e curabile
Quando si parla di obesità si pensa soprattutto a diabete e cuore, ma c’è un altro organo che può risentirne in modo significativo: il rene. La malattia renale cronica è fortemente legata all’eccesso di peso e, nelle fasi iniziali, non dà sintomi evidenti. Riconoscerla precocemente significa poterla controllare e, in molti casi, fermarne la progressione.
Una malattia diffusa che cresce insieme all’obesità
La malattia renale cronica rappresenta una delle sfide sanitarie più rilevanti dei prossimi decenni. Entro il 2050 potrebbe diventare la quinta causa di morte nel mondo, secondo un’analisi pubblicata sulla rivista The Lancet dal nefrologo William Herrington dell’Università di Oxford. Oggi colpisce circa 850 milioni di persone a livello globale e, tra queste, 4 milioni hanno già sviluppato un’insufficienza renale tale da rendere necessaria la dialisi o il trapianto. Numeri che procedono di pari passo con l’aumento di obesità, diabete e ipertensione, condizioni sempre più diffuse nella popolazione adulta.
Perché l’obesità danneggia i reni
L’obesità non influisce solo sul peso corporeo, ma modifica l’equilibrio dell’intero organismo. L’eccesso di tessuto adiposo favorisce l’aumento della pressione arteriosa, peggiora il controllo della glicemia e alimenta uno stato infiammatorio cronico: tutti fattori che, nel tempo, mettono sotto stress i reni. Non a caso, obesità, diabete e ipertensione sono oggi le cause più comuni della malattia renale cronica. A queste si aggiungono, con minore frequenza, le glomerulonefriti e alcune malattie autoimmuni. Chi sviluppa un danno renale ha inoltre un rischio più elevato di complicanze cardiovascolari precoci, creando un circolo vizioso tra peso, metabolismo, cuore e reni.
Quando la malattia non si sente, ma progredisce
Uno degli aspetti più critici della malattia renale cronica è la sua capacità di avanzare senza dare segnali nelle fasi iniziali, proprio quando le terapie sarebbero più efficaci. "La malattia decorre asintomatica nelle prime fasi, quando potrebbe essere messa in remissione con le cure", spiega Luca De Nicola, presidente della Società italiana di nefrologia (Sin) e professore all’Università della Campania Luigi Vanvitelli. Eppure, per individuarla non servono esami complessi: un semplice esame delle urine può già fornire indicazioni preziose sullo stato di salute dei reni.
Screening mirato per chi ha obesità e altri fattori di rischio
Nonostante la facilità della diagnosi, la malattia renale cronica resta ampiamente sottodiagnosticata. Solo il 10–20% dei pazienti sa di esserne affetto nelle fasi iniziali, quando intervenire è più semplice ed efficace. "Serve un’attività di screening proattivo da parte dei medici di medicina generale, specie per le persone tra 55 e 75 anni e almeno un fattore di rischio come obesità, diabete, ipertensione o cardiopatie", sottolinea De Nicola. Per questo la Sin sta sostenendo un disegno di legge che mira a introdurre lo screening della malattia renale cronica negli ambulatori di Medicina Generale. In collaborazione con la Società italiana di medicina generale è stato inoltre avviato un progetto che punta a far emergere almeno due milioni di pazienti oggi senza diagnosi.
Curare il peso per proteggere anche i reni
Negli ultimi anni, le possibilità di cura sono aumentate in modo significativo. Oggi il trattamento della malattia renale cronica si basa su farmaci per il controllo della glicemia, della pressione arteriosa e del colesterolo, che rappresentano un nuovo standard terapeutico. Accanto alle cure farmacologiche, però, restano fondamentali gli interventi sullo stile di vita. Perdita di peso, alimentazione equilibrata e attività fisica regolare non sono solo consigli generici, ma strumenti concreti per rallentare la progressione della malattia e ridurre il rischio cardiovascolare associato.
Il messaggio per chi convive con l’obesità
Prendersi cura del peso significa dunque proteggere anche i reni. Controllare regolarmente pressione e glicemia, sottoporsi a un semplice esame delle urine e adottare stili di vita più sani può fare la differenza tra una malattia che avanza in silenzio e una condizione intercettata in tempo.
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